Ad Amelie del film il favoloso mondo di Amelie piace tuffare le mani in un sacco di legumi, rompere la crosta della creme brulee con la punta del cucchiaino e far rimbalzare i sassi nel Canal Saint Martin di Parigi. A Firenze Amelie non avrebbe avuto dubbi su quale specchio d’acqua far rimbalzare i suoi sassi. Poteva, forse, lasciarsi tentare dal Terzolle nel tratto corrispondente a via del Terzolle, ma non avrebbe avuto dubbi una volta visto il Mugnone compresso tra la via XX Settembre e la via Milton. Le differenze tra i due corsi d’acqua sono molto evidenti. Il Mugnone è un vero e proprio fiume, il Canale Saint. Martin è un canale artificiale costruito nel XIX secolo. Il Mugnone ha uno specchio d’acqua più stretto (Amelie si sarebbe divertita molto meno) e si trova molto più in basso rispetto al piano stradale. Il canale parigino scorre praticamente sullo stesso livello della strada adiacente, è navigabile e presenta un bel sistema di chiuse. Sul letto del Mugnone accanto al corso d’acqua scorre geometricamente una bella e larga striscia di prato verde sulla quale Amelie si sarebbe potuta sistemare più comodamente per far rimbalzare i suoi sassi. Aldilà di tutte le differenze c’è però un’atmosfera che unisce i due corsi d’acqua e la si nota soprattutto camminando sui ponti pedonali presenti su tutti e due i corsi d’acqua. Quelli del Mugnone sono uno di fronte alla chiesa ortodossa ed uno all’altezza di via Vittorio Emanuele. Soprattutto da quest’ultimo girando lo sguardo a 360° si è avvolti da un’atmosfera di agio elegante schiettamente parigina. I due ponti sono distanti poche centinaia di metri e sono uniti, sul lato di via XX Settembre, da una pista ciclabile delimitata da una siepe e da una serie di enormi platani cresciuti accanto a panchine che sembrano nate spontaneamente proprio lì con la seduta rivolta verso il fiume. Il lato opposto, quello di viale Milton è più caotico, con le macchine che sfrecciano velocemente verso la Fortezza senza che i conducenti si preoccupino minimamente di Amelie e dei suoi sassi. In via XX Settembre le serrande delle finestre sempre chiuse fanno pensare a residenti molto riservati o molto diffidenti e, comunque, anche in questo caso, poco inclini ad attività ludiche come quelle di far rimbalzare i sassi sul Mugnone. La gente a sedere sulle panchine, che passeggia con il cane, che pedala con la bicicletta, che cammina con le borse della spesa probabilmente si è spinta fin qui da altrove per godersi questo bell’agio elegante. La vita commerciale è concentrata nello spiazzo che si crea all’intersezione con la via Vittorio Emanuele proprio dove c’è l’ingresso al giardino dell’Orticoltura, all’altezza di uno dei due ponti pedonali. Qui la domenica ci starebbe bene una bell’area pedonale così come avviene lo stesso giorno in Quai de Valmy e Quai de Jemmapes ai lati del Canal di Saint Martin. E’ bello veder la gente che per strada può fare tranquillamente quello che vuole. E magari, con la complicità del rilassamento domenicale, il Mugnone ci potrebbe regalare una Amelie tutta fiorentina.

(Visited 519 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.