Marzo 2013. Non è facile descrivere l’Eby’s Bar. Davvero. Ci devi andare.  Non si può spiegare bene. E’ un insieme di colori, suoni, voci, sensazioni, ricordi. Ti sembra di essere Alice che insegue il coniglio bianco. Un po’ come è successo a me tanti anni fa, inseguendo un paio di gambe lunghe e affusolate. Ad un tratto però,  Zac! Tutto è sparito e mi sono ritrovato solo davanti ad una porta accanto all’Arco di San Pierino. Allora l’ho aperta….Ed ho scoperto il favoloso mondo di Eby!

Oggi, dopo più di 10 anni, le emozioni sono sempre le stesse. L’Eby’s Bar è sempre lì, in Via dell’Oriuolo 5 www.facebook.com/ebys.seguilarana , e dietro al bancone c’è sempre e solo lui: il mitico Eby! Colui che muove i fili di questo ambaradan  multietnico e colorato. Entro e mi abbraccia. Sapeva della mia visita. Subito mi chiede se ho mangiato. Dico di sì. “Allora ti preparo un cocktail dei miei” – Mi fa. Mi metto ad osservarlo. E’ un mix di maestria e creatività. Frutta fresca, rum, zucchero, lime, caffè, shaker, stecchi di legno, follia….Et voilà: in 5 minuti mi prepara un pesce – cocktail che è un’opera d’arte. Rimango basito. Geniale! Nel locale ci sono clienti e chiedo ad Eby se posso dare un’occhiata in giro prima della nostra intervista. Nessun problema. L’Eby’s Bar ha due entrate: la principale da via dell’Oriuolo e l’altra sotto l’arco di San Pierino, dove ci sono anche i tavolini fuori, pronti per la bella stagione. Quando entri, sulla sinistra c’è una grande vetrina piena di frutta fresca in bella mostra.  Accanto un’altra vetrina con le specialità culinarie della casa: dalle torte alle piadine, passando a vari tipi di crepes ed insalatone. E dulcis in fundo, il bancone, ovvero il regno di Eby. Sopra e dietro il bancone, centinaia di bottiglie di rum provenienti da tutto il Sud America e oltre. Sono più di 180 etichette diverse, che solo Eby sa dove trovare. I colori principali del locale sono il verde, il giallo, l’arancione ed il rosso. Colori accesi ed allegri, tipici del mondo latino. Alle pareti ci sono batik, disegni etnici, affreschi, drappi. L’atmosfera è rilassante e piacevole. Ti senti a casa. Sulla destra c’è una piccola saletta con sgabelli e banchi, ed una scala che porta al piano superiore.  Su ci sono tavolini e sedie dove mettersi a sedere per bere e mangiare con più tranquillità. Il soffitto è decorato da uno spettacolare telo maya-atzeco che fa sembrare la sala un’enorme tenda beduina dove riunirsi con gli amici a discutere ed  a rilassarsi. Manca solo un grande falò al centro ed i cammelli che aspettano fuori. Questo è l’Ebys Bar. Un luogo dove la cultura latina e quella medio orientale si incontrano per tirare fuori qualcosa di unico e di particolare. Un po’ come il suo proprietario. Un posto dove passare almeno una volta nella vita. Si può venire di giorno a mangiare qualcosa per pranzo o a prendere un caffè, oppure la sera dalle 21 a notte fonda per gustare i fantastici e coreografici cocktails alla frutta ed i famosi shottini alla Eby, tra cui spicca il leggendario Eby’s Caffè ed il suo rito. Un “must” per il turista che viene a Firenze ma anche per chi vive in questa città. Mi avvicino al bancone e 2 turisti russi, credo, stanno celebrando il rito insieme ad Eby che pronuncia la formula magica: “Vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai……E la bananaa…” Finito il rito, mi guarda e dice: “Sono pronto, andiamo!”

(continua fra due settimane)

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