In certe giornate mi rendo conto che stiamo vivendo in un’epoca straordinaria. Un periodo storico in cui è stato inventato l’apericena, in cui coppie si creano, copulano e si (auto)distruggono grazie a una chat, in cui si va a votare per ritrovarsi dopo 3 mesi esattamente nella stessa identica situazione. Un periodo di paradossi inarrivabili, eccezionali. In tempi come questi può capitare perfino che il tifoso viola medio, o almeno quelli non deboli di cuore sopravvissuti al semi suicidio bersaniano di Fiorentina – Torino, si sia ritrovato, come dire, in una situazione assolutamente nuova e mai vista nella storia: tifare Juventus.
Parliamoci chiaramente, in una situazione normale Juventus – Milan è la classica partita per la quale noi viola, cioè le forze del bene, facciamo il tifo per il meteorite sullo stadio, ma, come avrete capito, questi non sono assolutamente tempi normali. È successo quindi, l’incredibile. Nemmeno Nostradamus (che secondo recenti studi era originario delle Piagge) lo aveva previsto, l’imponderabile è accaduto. Moltissimi tifosi viola domenica sera stravaccati sul divano, hanno sperato che l’odiata nemica vincesse, permettendo così alla Fiorentina di colmare il distacco che ci separa col Milan, riducendolo a una sola lunghezza. Nessuno ha avuto apertamente il coraggio di ammetterlo e di fare questo infame coming out. Io oggi con coraggio e esponendomi al pubblico ludibrio lo ammetto candidamente: al rigore trasformato da parte di Vidal, in maniera automatica, direi quasi inconscia, il mio pugno si è chiuso in segno di vittoria e per tutta la durata della partita ho tacitamente tifato come il peggior gobbo. Ho rivalutato la figura storica, sportiva e politica di Moggi, ho apprezzato la simpatia di Bettega, ho invidiato la capigliatura di Conte, ho trovato di buon gusto i festeggiamenti post Heysel e, finalmente dopo anni e anni, ho perfino apprezzato il lato geniale e innovativo del design della Fiat Multipla. Tutto per arrivare a quella Coppa, per risentire quella musichetta da brividi. Tutto. Per 90 minuti sono passato al lato oscuro della forza. Possano le divinità viola perdonarmi.

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Niccolo Lapi

Nato a Firenze nel marzo 1983 è laureato in Storia e Tutela dei Beni Archeologici e in Archeologia Medievale e, visto che evidentemente non era bravo a prendere le strade più facili, ha deciso nel lontano 1991 di amare in maniera viscerale la Fiorentina.
Oltre a tutto questo è anche musicista, appassionato lettore, viaggiatore zaino in spalla nonché, quando capita l’occasione pessimo scrittore della propria biografia essenziale.