Un mio professore all’università era un punto di riferimento accademico della materia che insegnava. Un luminare. Se qualcuno, qualche pezzo grosso, aveva qualche dubbio su qualche materia inerente, chiamava il Luminare e risolveva quel suo problema. Famoso a livello internazionale, stimato dai colleghi, osannato dagli studenti, il Luminare è una di quelle persone che ti chiedi: ma come fa ad esserci così tanta cultura in un corpo così piccolo? Com’è possibile?
Poi, un giorno, seppi quello che, forse, non avrei mai dovuto sapere.
Seppi che il Luminare si era comprato una casa in campagna, che si era fatto costruire una piscina e che, dall’alto dei suoi studi accademici, aveva passato giornate intere a produrre calcoli difficilissimi, per stabilire quante vasche avrebbe dovuto nuotare per pareggiare la cifra spesa per la costruzione della piscina. Il suo pensiero era uno solo: l’ho preso nel bocciolo con questa costruzione della piscina? Non risparmiavo se andavo a fare due vasche alla piscina del Romito? Se avessi speso l’equivalente della costruzione della piscina in abbonamenti di nuoto, quante vasche, allora, dovrei nuotare nella mia nuova piscina per pareggiare i conti? Tutte le vasche in più sarebbero solo un guadagno.
Perché un Luminare dovrebbe pensare questo? Perché?
Perché se sei un Luminare in un campo, non è detto che tu sia, non dico un genio, ma una persona che rientra nei canoni della normalità negli altri campi della vita.
Così, se provi a diventare un Luminare su un campo di calcio, non è detto che tu sia, non dico un genio, ma quantomeno uno che capisce quando è il caso di smetterla.
Caro Ljajic, detto Er Nutella, sarai anche bravo, molto bravo col pallone, ma, se non firmi questo rinnovo di contratto per passare a parametro zero al Milan, spero ti facciano passare un anno a casa Della Valle a calcolare quante pizze in faccia avresti potuto prendere in tre anni con Delio Rossi.
Firmato: il Luminare.

Un luminare nell’estetica degli occhiali non è detto che sia un luminare nei gusti calcistici

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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