VecchioniSono stato in dubbio che il testo fosse una sorta di palco in cui il cantante Vecchioni ci rifilasse una sorta di canzonetta ripiena di citazioni in guisa di auto celebrazione. Ma è stato un abbaglio dovuto al pregiudizio.
Il libro è dettato dal cuore e si sente che viene dal profondo dell’anima. Si parla di amore. Di quello assoluto che lega un padre ad un figlio; figlio che dalla nascita è affetto da progeria, malattia che porta ad un invecchiamento rapidissimo: un anno ne vale 7 per cui Marco si ritrova a diciassette anni ormai vecchio e in fin di vita. È qui che si scopre la parte più bella del libro; una sorta di favola accorata che il padre, professore di greco, dedica al figlio morente. E questa fiaba è accompagnata da citazioni colte che investono Euripide, Alcmane, Archiloco, Saffo, etc. Sulle struggenti parole della poetessa si sviluppa lo straziante commiato dal figlio che ha tempo di sussurrare un’ultima potente frase.
Saranno queste parole a far compiere al padre una trasformazione inaspettata che lo porterà, sull’orlo dell’abisso, a sfiorare la peggior efferatezza. Ma sarà anche l’occasione per scoprire la parte più profonda e vera della parola amore.
Un libro è quindi una sorta di lezione universitaria su quell’amore che dai greci arriva fino ad oggi, fatta attraverso la passione assoluta per il “bello”.
Lo consiglio caldamente.
Edizione commentata

Roberto Vecchioni, Il mercante di luce, Einaudi, Torino, 2014

(Visited 117 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it