Oggi parleremo de Il Molesto.
Il Molesto è un ragazzo sulla trentina, con molti tatuaggi all’attivo, un fisico non propriamente da triatleta, ma la voglia di mostrare tutti i suoi bei bicipiti tatuati anche in inverno inoltrato; indossando una maglietta modello due taglie sotto che ne scontorna le rotondità scacciafiga.
Il Molesto è un vero duro, che canta sempre allo stadio e che dà il cento per cento con la propria voce e con i suoi bicipiti tatuati. Il Molesto al tredicesimo del primo tempo è già alla sesta birra. Se incroci il suo sguardo e non stai muovendo la bocca per cantare, sarai il suo peggior nemico fino alla prossima partita casalinga.
“Che siamo ai Gigli?Oohhh!! OOOOOHHHH!!! Gobbi! Gobbi vu’ssiehe!!”
Il Molesto, ascoltando le sue raffinate e velate polemiche, sembra non credere in: Dio, Mario Gomez, la Madonna, le scelte tattiche di Montella, l’imparzialità del direttore di gara, i Santi presenti sul calendario dal 20 gennaio al 15 maggio.
Il Molesto ha un sacco di amici, molti estimatori – quantomeno davanti a lui – e un solo lampante difetto: per quale ragione astrale avrà fatto l’abbonamento in Curva Ferrovia?
E poi: perché continua a inveire contro vecchi, bambini e americane che non cantano allo stadio? Chi gli avrà detto che quella maglietta, così davvero estremamente attillata, gli dona? Avrà quantomeno una vicina di casa che gli suggerirà di coprirsi un po’ di più in inverno?
Molesto: io ti stimo, comunque.

molesto

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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