Il momento della verità
La prima volta è stata in centro, sarà stato forse in via dei Medici. Ce li siamo trovati davanti: io dico saranno stati sei. Sei bellissimi cassonetti interrati.
Belli, si può dire di sei cassonetti? Dai, c’hanno pure il giglio rosso. Fatto sta, tempo due secondi e parte la raffica di domande:
“Mamma, cosa sono”
“Perché?”
“Come funzionano?”
“Dove va la spazzatura”
Le so tutte. Fino all’ultima: “Come fanno a svuotarli?!”.
Eccola, è lei. È quella domanda che ti lascia senza parole, per cui: “Bimbi, boh. Non ne ho idea”.
E allora, congetture su congetture. Che vanno avanti giorni, settimane. Ognuno che dice la sua, si fa a chi la spara più grossa. Finché arriva il momento della verità, a mesi di distanza dalla nostra prima volta.
Quel momento è stato venerdì. Un camion della nettezza che punta dritto all’isola dei cassonetti interrati. E poi: dieci minuti di puro spettacolo.
Io. Il piccino – col gelato rimasto a colare. I gemelli a bocca aperta. Due signore con le sporte della spesa. Un distinto signore coi capelli bianchi, una cartellina sottobraccio e uno sguardo attentissimo. Due suore – curiose, pure loro. Tutti, evidentemente, con la stessa domanda che non aveva avuto risposta. Tutti ipnotizzati. Rapiti.
“Quattrocentomila euro a camion. Cara la mia nettezza – è il signore di prima, riemerso dall’ipnosi -. Voglio vedere come fanno quando gli se ne rompe uno”.
Colgo un lampo negli occhi dei gemelli. Pietro si volta di scatto e io so già cosa sta per succedere: “Come fanno, mamma?!”.
Eccola, di nuovo!
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