Va detto subito: è un libro originale, nel senso più stretto del termine e l’originalità è nella caratteristica principale di ogni libro, cioè nel testo. Sta qui la forza di questo giallo che si svolge in una delle più famose località toscane: il parco dell’Uccellina. Che ha quindi questo testo di così particolare? Bene, è scritto in una sorta di mega mistura di lingue; una mescidanza di dialetti italiani e non, che ti assale fin dalle prime righe e che abbatte tutte le barriere linguistiche e le rispettive convenzioni. Dopo qualche pagina l’occhio si abitua però agli artifici tipografici per rendere il suono delle varie lingue e si comincia a leggere davvero il romanzo. È una bella idea e più si va avanti nella lettura e più se ne comprende l’invenzione. La trama è ben confezionata e parte dall’omicidio di un noto politico di destra in odore di omosessualità nascosta. Segue un altro omicidio, anch’esso senza apparente spiegazione. L’indagine è condotta da uno sgangherato commissario, Uge Curto, simpatizzante di una sinistra vecchio stampo, oppresso da una famiglia insopportabile e allergico alla vita sociale, che si barcamena svogliatamente in questa indagine estiva sulla spiaggia di Alberese. Un guizzo all’intera storia lo darà proprio una giornalista, giovane ed intraprendente, che porterà una ventata di freschezza anche nella vita privata del commissario. Fa da cornice al racconto uno stuolo di comprimari, molto particolari e pittoreschi, che saranno il trait d’union fra il tutore della legge e l’efferato assassino. il Nibbio dell’Uccellina è infine l’attraente firma con la quale l’assassino lascia i propri messaggi. Corrobora il libro un finale a sorpresa per niente scontato.

Giogio Diaz è nato a Livorno ma, come cita personalmente nelle note in terza di copertina, vive (da una vita), legge e lavora a Firenze.

Edizione commentata

Giorgio Diaz, Il Nibbio dell’Uccellina, Società Editoriale ARPANet, Milano, 2004

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it