Ci sono tre prime volte fondamentali nell’educazione di un uomo. E tutte hanno come protagonista il tuo babbo. La prima volta allo stadio (vale solo se tifi viola), la visione insieme (beh, anche con la mamma) del film Frankstein Junior ed infine quando ti regala una bici e ti  insegna ad andarci. La vita è come andare in bicicletta, per mantenere l’equilibrio devi muoverti. Lo scrive Albert Einstein nel 1930 in una lettera a suo figlio Edward. Ed allora, dopo aver imparato con il babbo (anche se non si chiama Albert Einstein), non ti resta che pedalare e cominciare così a muoverti da solo verso la ricerca dell’equilibrio migliore possibile per la tua vita.

Da Giovedì scorso se vuoi guadagnare un po’ di tempo per la tua ricerca dell’equilibrio inserisci nei tuoi percorsi quotidiani in bici il viale Belfiore. Perché lì, e più precisamente all’intersezione con viale Redi – Benedetto Marcello, proprio sotto il palazzo Mazzoni, è stato inaugurato un nuovo semaforo a chiamata per pedoni e ciclisti. Il nuovo semaforo ed un nuovo passaggio ciclabile permettono di unire i due lati di viale Belfiore. Il nuovo passaggio ciclabile è stato realizzato smussando i due lati della parte asfaltata di un’aiuola spartitraffico già esistente in modo da poterci far salire sopra anche le biciclette. Una rivoluzione! Paragonabile a quella della creazione del Canale di Suez. Dal 1865 il Canale di Suez permette di unire l’Europa all’Asia senza dover fare la fatica di circumnavigare l’Africa passando dal Capo di Buona Speranza.. Dal 28 marzo 2013 i due lati di viale Belfiore sono uniti come lo furono nel 1865 l’Europa e l’Asia con il Canale di Suez. Prima i ciclisti dovevano, per passar da un lato all’altro di viale Belfiore, circumnavigare tutta l’intersezione Belfiore-Redi-Marcello. Adesso, oltre che incredibilmente più veloce è anche molto più sicuro perché inserito in un percorso protetto.

La rete ciclabile di Firenze esistente è migliorabile soprattutto con questi tipi di intervento. E’ importante costruire nuove piste ciclabili, ma è altrettanto importante, se non di più, il collegamento tra piste ciclabili già esistenti. Firenze potrebbe avere in comune con Ferrara non solo la lettera iniziale, ma anche la stessa scenografia urbana fatta di tante biciclette in movimento in ogni strada. Firenze si presterebbe: è piccola, non ci sono salite, non piove tanto. In 30 minuti a 20 km/h l’attraversi tutta. E poi risparmi soldi e, se passi da viale Belfiore, anche tempo. Non ti resta che salire in sella. Non ci stare a pensare troppo perché tra il dire e il fare c’è solo da pedalare!

foto corrierefiorentino.corriere.it
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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.