Una nuova moda sta spopolando fra i novelli chef, la produzione del pane fatto in casa, prodotto più tipico non lo potremmo trovare, semplice nei suoi ingredienti, difficile da fare.

Apparecchi per “fare il pane” si trovano ormai in commercio già da tempo, farine pronte sono in bella mostra sugli scaffali dei supermercati, varietà diverse di pane, ai cinque cereali, alle noci, al sesamo al formaggio, vengono sfornati in tempo breve nelle nostre cucine.

I più coraggiosi si cimentano, addirittura, nella produzione del “lievito madre” e qui le cose cambiano e si va ben oltre la moda perché dietro questa creazione, che ha del magico, si nasconde la passione per la panificazione.

E non solo la passione, anche la pazienza e soprattutto la costanza.

La linea del tempo si modifica, il ritmo si trasforma, la magica creazione del lievito avviene con una lenta e continua crescita, con uno sviluppo dolce, il tutto alimentato dal tempo e dai continui “rinfreschi” che ne determinano la sua vita, e proprio per questo amato e coccolato, da chi lo produce.

Assaggiare il pane fatto con il lievito madre è stata per me una “Grande Esperienza”, forse perché consapevole dell’amore con cui era stato creato, della generosità di chi lo aveva fatto. Forse non sarà un caso che l’amore per gli animali e il rispetto della natura rendano più facile produrlo.

Oggi, troppo presi dalla frenesia della “vita moderna”, ci  dimentichiamo quali sono i ritmi naturali, il lievito madre ce lo ricorda. Proviamo a farlo, proviamo a rallentare i ritmi della vita quotidiana e a dare più spazio alla pazienza e più attenzione alle cose che ci circondano.

Proviamo, e se non ci riusciamo, riproviamo e poi ancora. Sono sicuro alla fine ce la faremo, e assaggeremo il pane più “Buono del Mondo”.

il pane fatto in casa

Buon pane fatto a mano

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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