Protagonista della mia rubrica, la bicicletta è diventata mezzo di sostentamento o meglio direi di sfruttamento. Quello cui ho assistito, è un fenomeno che ormai ha preso piede da qualche tempo ma che non avevo mai avuto modo di vivere così da vicino. Parlo di quei ragazzi, uomini, che girano per la città in sella a vecchie bici con una cassetta di plastica montata sul portapacchi e rovistano nei cassonetti della spazzatura. L’altro giorno mentre pedalavo, incuriosito ne ho seguito uno durante il suo tragitto; da via di Novoli è cominciata la ricerca nell’immondizia. In particolare mi ha colpito questo ragazzo, presumibilmente di etnia rom di circa quindici anni, che aveva montato una piccola radio sulla bici che sparava musica “a palla”. In piedi sul sellino, con doti degne di un circense, infilava testa e corpo all’interno del cassonetto. Una rapida occhiata che durava da cinque a un massimo di trenta secondi. Così, via dopo via, la sua cassetta si riempiva di quello che noi riteniamo ormai da gettare. Un vecchio ombrello mezzo rotto, delle scarpe, giocattoli, un ciuccio da bebè, una pentola bruciacchiata, libri, una statuina di legno, tappeti, ecc. Stavo a una distanza che mi permetteva di vedere come si prodigava nella ricerca, ma senza dare troppo nell’occhio.
Ero quasi pronto ad avvicinarlo per fargli qualche domanda, quando si ferma a parlare con un altro ragazzino,anche lui in sella a una bici munita di cassetta posteriore, che però era vuota. Così resto ancora a distanza per vedere cosa succede. Passa qualche minuto quando arriva un uomo sulla cinquantina, anche lui pedalando. Quest’ultimo comincia a guardare la cassetta del ragazzo con la radio, prendendo alcuni oggetti; un ferro da stiro, una vecchia radio, alcuni libri. Quando si accosta all’altro, inizia la bufera. L’uomo comincia ad alzare la voce in modo aggressivo pronunciando parole in una lingua a me incomprensibile. Dopo afferra il giovane per un braccio e lo strattona violentemente, colpendolo con una pacca sul collo. La fortuna vuole che in quel momento stesse passando un’auto della polizia municipale. L’uomo comincia a pedalare e anche i ragazzi a loro volta si disperdono veloci come la luce ed i vigili che avevano rallentato, riprendono la marcia. Tutti e tre spariscono dalla mia visuale nel giro di pochi secondi lasciandomi con un senso d’impotenza e rabbia.

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