Caffè Giacosa a palazzo Strozzi, piazza Strozzi 1

Quando seppi che Giacosa in via Tornabuoni avrebbe chiuso per lasciare il posto all’ennesima super griffe internazionale pensai che Firenze si stava veramente svendendo.

Quando dopo i lavori di ristrutturazione vidi che gli interni del nuovo Giacosa erano tutti leopardati e i bei lampadari liberty su via Tornabuoni sfoggiavano adesso delle improbabili palle di vetro viola pensai che Firenze fosse definitivamente perduta.

Da allora sono passati tanti anni e tanta acqua è passata sotto i nostri ponti ma poche settimane fa, grazie alla mia migliore amica, ho scoperto che una costola del mio vecchio Giacosa ha dato vita ad un caffè di gusto e stile.

La location è, se possibile, ancora più bella di quella originale, infatti, il nuovo Giacosa si trova dentro il cortile di Palazzo Strozzi e ben si inserisce in questo ambiente molto elegante e sobrio con da un lato il Gabinetto Viesseux e dall’altro la sede delle uniche mostre temporanee decenti di Firenze.

All’inizio l’idea è che questo caffè fosse un luogo di ristoro per i visitatori delle mostre ma vi garantisco è molto di più.

La qualità dei dolci e dei salati è ottima, il caffè e il cappuccino sono all’altezza del vecchio Giacosa e le persone dietro il bancone sono gentili e sanno fare il loro mestiere.

Il locale ricorda un po’ i caffè dentro i grandi musei di Parigi o Londra con pareti dai colori caldi, tavoli piccoli con di fronte sedie e  belle panche di design moderno sia dentro che fuori sul cortile.

Cosa strana per Firenze, e assolutamente unica per i bar del centro, qui vi potete sedere senza dover pagare esosi conti perché non esiste il servizio al tavolo.

Questo è il luogo ideale per sorseggiare un thè con delle amiche chiacchierone o per leggere in santa pace un buon libro davanti ad un cappuccino o a una cioccolata bollente.

Il prezzo: cappuccino+brioche 2,60€. In assoluto il più caro di Firenze ma ricordate qui vi potete sedere!

 

Il pezzo forte: sul muro a destra dell’entrata ci sono dei ganci da dove pendono 4 quotidiani diversi attaccati a quelle fantastiche bacchette di legno proprio come nei bistrot parigini e questo per me è il non plus ultra.

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Carlotta Ansaldi

Frutto dell’unione tra San Niccolo’ e la Colonna, nata per il Capodanno fiorentino vivo in Oltrarno… piu’ fiorentina di me forse c’e’ solo la bistecca.
Amo tanto gli animali, i libri, i miei tanti studenti e il mio lavoro di Archeologa per bambini ma la mia vera grande passione sono cappuccino, pasta e cronaca di Firenze rigorosamente al bar!