di Giacomo Fabbrini

Chi potrà essere la persona, che avrà la forza e il coraggio, di cambiare la politica e riuscire a portare il Paese fuori da questa terribile crisi, che ha condizionato la vita delle persone negli ultimi anni? Uno dei possibili candidati è Matteo Renzi, (sindaco della città di Firenze e membro del partito democratico) per i risultati da lui ottenuti e il suo ardore politico. Inoltre come dimostrato dal successo dei Grillini (i membri del movimento cinque stelle) alle ultime elezioni, il Paese si è ormai avviato in una fase di profonda trasformazione, in cui i cittadini sono stanchi della politica attuale e per questo le scommesse sui giovani (che propongono una sua innovazione) sembrano essere sempre più plausibili. I dubbi più forti su di lui, sono legati alla sua giovane età, poiché amministrare un Paese, è molto più complesso che gestire una città, so­prattutto nelle condizioni in cui si trova in questo momento l’Italia. Grazie però al clima politico del Paese, parrebbe prevalere la voglia di cambiare e quindi di tentare questa scommessa, per questo lui è uno dei nomi plausibili per il cambiamento della classe politica. Esso già nelle primarie, incentrò la propria campagna; sul cambia­mento, chiamato “rottamazione” e sulla propria immagine (un giovane uomo, con la voglia di tirarsi su le maniche per riuscire a sistemare la situazione). Se Matteo Renzi è riuscito ad avere un riscontro importante in ambito nazionale; che gli ha consentito di lottare per essere il possibile candidato premier è sicuramente dovuto in parte al lavoro svolto per il capoluogo toscano, ma anche alla città stessa in sé per sé. Una tra le più belle città del Paese, con passato celebre e un riscontro mediatico non indifferente. Coloro che rappresentano questa città sono accompagnati automa­ticamente da un prestigio fornito da essa, ma al tempo stesso anche da una pressione altissima, comportata dall’essere continuamente sotto i riflettori e quindi non potersi mai permettere di sbagliare. In questi anni in cui Renzi è stato in carica come sin­daco di Firenze, gli interventi da lui eseguiti per il miglioramento della città sono stati molteplici e in ogni ambito. Tra i più importanti e fondamentali troviamo: Il piano strutturale a volumi zero, ovvero senza la possibilità di aumentare la cubatura rispetto al patrimonio edilizio esistente, permettendo quindi di poter costruire solo in seguito ad una demolizione in eguali volumi di edifici. Inoltre esso prevede nella ZTL in futuro la possibilità di circolazione solamente per le macchine elettriche; altra opera fu invece una pedonalizzazione comprendente i più importanti e caratteristici luoghi fiorentini. La combinazione di questi elementi, prestigio della città e il lavoro eseguito; lo hanno così portato a essere un personaggio politico con un alto riscontro in consensi sul panorama nazionale, che gli consentì di candidarsi e ottenere degli ottimi risultati alle primarie del partito democratico. Il suo viaggio in questa cam­pagna politica, come dichiarò, alla stazione Leopolda di Firenze il 17 Novembre del 2012, era partito da un’idea: riuscire a cambiare realmente questo Paese e quindi di mostrare il proprio coraggio, cercando di rinnovare, piuttosto che rimanere con le mani in mano a lamentarsi. In tale discorso disse inoltre; che l’impulso a intrapren­dere tale sfida gli fu dato dal modo in cui i dirigenti del partito democratico avevano vissuto la campagna elettorale a Parma, dove il candidato del PD andò al ballottaggio (convinto di vincere facilmente) con un esponente del movimento cinque stelle e per­se. Renzi la medesima sera affermò: “il nostro segretario (si riferisce al segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani) il giorno dopo Parma disse: a Parma noi non abbiamo perso; abbiamo non vinto”.

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