La bara era al centro del palcoscenico. Dentro il teatro, nel foyer, fuori nel giardino, nella strada c’era tanta gente. Una bella fetta di popolo. Gente comune mescolata a facce conosciute. Tutti erano venuti a rendere omaggio a Carlo Monni. Era il 21 maggio. E il palcoscenico era quello del teatro di Rifredi.

Il 23 ottobre, cinque mesi dopo, nel giorno in cui Carlo avrebbe compiuto 70 anni, la stessa fetta di popolo si è ritrovata all’inaugurazione della fermata della tramvia a lui intitolata alle Cascine. Carlo era sempre in movimento. Aveva scelto le Cascine come luogo dove sfogare il suo desiderio di sentirsi libero dentro la natura. Qualcuno lo definiva come il Sindaco delle Cascine. Oltre le Cascine, lungo l’Arno verso la foce, camminando per qualche chilometro, s’incrocia il Bisenzio, il fiume della sua città. Forse le Cascine e l’Arno lo facevano sentire un po’ a casa propria.  O, magari, gli piaceva, camminandogli nervosamente tuttattorno, prendersi gioco di quegli alberi costretti dalle loro radici a rimanere immobili. O, più semplicemente, gli piaceva l’aria bona.

Carlo amava la natura e la poesia. Carlo diceva che la poesia bella è quella che ti garba.  Il suo amore per la poesia lo si percepiva da come la interpretava. Era un amore genuino. Benigni ha detto che Monni gli ha insegnato lo stile, quello delle famiglie contadine che non nascondono ombre. Uno stile innato che solo lui aveva, un vero dono della natura. In Berlinguer ti voglio bene interpreta una bellissima poesia di Prevert. Lo fa con una forza, con una convinzione, con un amore che lascia senza fiato non lui, ma noi che l’ascoltiamo.

La poesia ha un dono: mantiene la parola. Nel senso che la conserva, la tutela e nel senso che non inganna, che è affidabile. Sta a noi trattarla come merita, leggerla e farla propria. Se da soli non ce la facciamo ci sono poeti come Carlo che ce lo possono insegnare.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.

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Gloria