Wolverine, L’immortale – James Mangold

Voi immaginatevi questi tipi su un aereo degli anni 30, la pupilla dilatata e l’occhio lucido per l’eccitazione, intorno a loro solo tacchini. Si, tacchini, avete capito bene. I tipi parlano a voce alta perché sono eccitati e perché il rumore è incredibile e copre anche i pensieri. Ma soprattutto perché hanno un idea geniale per festeggiare i 200 anni della distilleria di whiskey Wild Turkey, far volare su alcune cittadine del Kentucky 3000 tacchini bianchi. Non stanno nella pelle. Sono sicuri che sarà un successo. E quando sono sulla prima cittadina aprono il portello e iniziano a spingere di sotto i gallinacei.
All’inizio tutto sembra filare liscio, ma verso il trecentesimo tacchino si rendono conto di aver sottovalutato un aspetto, i tacchini, anche se hanno le ali, non volano. E così invece che promuovere la distilleria storica del Kentucky finiscono per compiere un tacchinocidio e bombardare una città con enormi palle di carne.

Ecco, i produttori di Wolverine si sono trovati più o meno nella stessa situazione. Potevano scegliere uno a caso dei personaggi degli X-Men: Magneto, Mystica, Rogue o uno qualsiasi che non fosse già inflazionato o che nei precedenti film, quasi tutti dei capolavori del genere tra l’altro, fosse stato impersonato da un attore vero. Non so, potevano scegliere tra Jennifer Lawrence, James McAvoy, Michael Fassbender o Anna Paquin, invece no, Wolverine e Hugh Jackman. E probabilmente solo dopo mesi di riprese e milioni di dollari spesi in effetti speciali si sono resi conto di avere tra le mani un grasso tacchino che non sarebbe andato da nessuna parte. Ma loro lo hanno lanciato lo stesso nelle sale, anzi, lo hanno fatto lanciare al regista James Mangold. Uno che alterna film pregevoli come Dolly’s Restaurant dove c’era una bellissima Liv Tyler o il capolavoro Walk the Line a cose inguardabili come Identità o Innocenti Bugie. Magari Brian Singer o Matthew Vaughn che ha realizzato forse il più bello dei film sugli X-Men avrebbero saputo far volare o almeno planare dolcemente il Tacchino Mutante, ma James Mangold no, lui lo lancia da 10000 metri senza nessuna precauzione e, beh, se vi va di sentirvi come un abitante del Kentucky degli anni 30 e ricevere in faccia un tacchino di adamantio andate pure a vederlo.

P.S.: la storia della Wild Turkey è riportata anche su un libro di Jacopo Fo

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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