Se vie, piazze, teatri, partiti, feste dei partiti hanno già cambiato nome almeno una volta nel corso della tua vita vuol dire che non sei più tanto giovane. Se poi questo cambiamento si ripete allora vuol dire che sei proprio vecchio.

Era il gennaio del 1979 quando vidi all’allora Teatro Tenda il concerto di De Andrè con la PFM. Oggi non esiste più il Teatro Tenda, ma nello stesso luogo è stato costruito una nuova struttura per concerti che negli anni si è chiamata, prima Saschall ed ora Obihall. Nel frattempo la via accanto ha preso il nome di via Fabrizio De Andrè, mentre il lungarno di fronte quello di Aldo Moro e l’area adiacente, ex Kontiki, è stata rasa al suolo ed adesso è uno spazio aperto a eventi. In questi giorni c’è stata la Festa del Partito Democratico. Anche il PD è un partito nuovo, nato però dalla fusione di due partiti che al’inizio si chiamavano PCI e DC ma che avevano provveduto nel corso della propria storia ancora da single a cambiare nome già diverse volte. Inoltre la festa del PCI-PDS-DS nel passato si chiamava in altro modo, e cioè Festa dell’Unità, che tradizionalmente veniva fatta alle Cascine, dall’altra parte della città. In realtà, per amor di precisione, la DC aveva anche una sua festa nata per contrastare l’egemonia delle Feste dell’Unità, e si chiamava Festa dell’Amicizia, ma ha avuto vita breve.

Che sia lo specchio a dirti che il tempo fa il suo dovere, cioè passa, lo accetti. Te lo porti in dote dalla nascita. Quello che invece non avevi previsto è tutto questo cambio di nomi che genera uno spaesamento assolutamente insopportabile. Se sei stato alla festa democratica ed hai chiesto a qualcuno dove eri ognuno ti ha dato una risposta diversa. Ed anche senza guardarlo in faccia, a seconda della risposta, hai capito quanti anni aveva. Ognuno chiamava a suo modo quel luogo, la via, la festa e forse anche il partito a cui si riferiva.

Che abbiano deciso di metter qui la festa democratica forse non è casuale. Perché in quel turbinio di cambiamento di nomi e di identità il PD e la sua festa si sentivano a proprio agio. O forse, più semplicemente, perché il tempo che passa è una festa democratica. Si misura per tutti con la stessa unità di misura. Però com’era più bello il termine Festa dell’Unità. Ogni volta che lo leggevo mi veniva voglia di far l’amore. Per me la Festa dell’Unità era un incitamento per un’altra festa dell’Unità, quella tra due corpi che si completano unendosi. E in quella festa il tempo non fa il suo dovere perché si ferma e c’aspetta.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.