Quando rimani imbottigliato nel traffico puoi scegliere: lasci che la rabbia prenda il sopravvento e fai partire il turpiloquio. Oppure la prendi con filosofia: ne approfitti per chiamare l’amica che non senti da mesi, alzi la radio e canti a squarciagola la tua canzone….
Quando rimani imbottigliato nel traffico e – seduti dietro – hai tre bambini tra i 4 e i 2 anni, non hai scelta. Anzi: non hai scampo!
Non puoi partire col turpiloquio – perché a quell’età sono spugne.
Non puoi chiamare la tua amica, perché non riusciresti a mettere in fila più di tre parole – interrotta continuamente dai tre che chiedono attenzione.
Non puoi ascoltare la tua canzone preferita, perché c’è da sentire la loro. E non una volta, non due. A ripetizione, finché non arrivi a destinazione, semplicemente.
Puoi solo sperare. Che la coda si sblocchi e che non parta la raffica dei “perché?” dei tuoi figli. Ma proprio mentre stai finendo di pensarlo…. “Perché mamma siamo in fila?”.
E allora sai che è finita.
Perché?!?!??
Perché non riuscirai mai a trovare la riposta che metta un punto. Perché loro avranno sempre un “perché?” in canna. E poi anche uno di riserva – che non si sa mai!
Ecco, tra pochi giorni Firenze diventerà pista di gara: strade chiuse, divieti di sosta a gogo, traffico deviato.
Traffico. Traffico. Traffico.
Temo. Tremo, al solo pensiero di mettermi in macchina con i tre – e un po’ mi scappa anche da ridere, ma questo non lo posso dire, via.
Quasi quasi passiamo alla bici pure noi.
Alla faccia del Mondiale, sì!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.