Fare rete in maniera moderna e socialmente utile, questa la missione di tre realtà fiorentine: il centro di accoglienza Slataper, la cooperativa Il Cenacolo e l’associazione Culter. Il loro progetto prevede la costruzione di un laboratorio teatrale itinerante i cui attori sono reclutati fra migranti, detenuti, ragazzi down, persone con disagio economico, con disagio fisico e psichico e il cui scopo principale sia quello di un’accoglienza intelligente e funzionale.

Titolo dell’evento sarà “Piume – Dante 2021 Legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna” dove il concetto di volo, espresso nelle terzine dantesche, si tradurrà nel desiderio di andare “oltre” o ancora più chiaramente nella volontà di superare i propri limiti, siano essi barriere politiche, religiose o pregiudizi razziali. Il teatro vissuto come partecipazione e quindi come reale integrazione.

L’anno scorso, nel giorno di San Giovanni, il campanile di Giotto diventò il prestigioso palcoscenico di un percorso corale dedicato alla Divina Commedia letta coralmente da due compagnie di circa 40 persone ciascuna.

Quest’anno l’evento, dato il grosso successo riscosso nel 2016, sarà naturalmente replicato, ma dove? Alla precisa domanda la signora Beatrice, dell’associazione Culter, ci ha risposto con un sorriso ma non ci ha svelato il luogo lasciandoci in una sorta di sospensione misteriosa fino alla fine di marzo, quando sapremo ufficialmente la sede dell’evento.

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it