Belgian soldiers patrol on Brussels Grand Place after security was tightened in Belgium following the fatal attacks in Paris on Friday, in Brussels, Belgium, November 20, 2015. REUTERS/Yves Herman - RTS83UQL’allerta 4 diramata sulla capitale belga sabato mattina sembra essere terminata. Infatti, ieri il Consiglio per la sicurezza nazionale belga ha deciso di restaurare l’allerta 3, che coincide con una minaccia “possibile e realistica”, in tutto il Paese, comprendendo anche Bruxelles. La situazione piano piano sta ritornando alla normalità, con la riapertura parziale delle linee metro, la riapertura totale delle scuole ed anche le attività commerciali riprendono le loro consuete attività.

Tutto sembra tornare come prima, o meglio, forse grandi cambiamenti non ci sono stati. Il tratto distintivo, in questa che si può definire una crisi senza precedenti, dato che il governo ha deciso di tenere sotto coprifuoco la capitale, è la confusione che si ha dal punto di vista comunicativo.

Due giorni fa, il ministro degli esteri belga Didier Reynders, rilasciando un’intervista a due emittenti televisive americane, ABC News e CNN, ha comunicato che la polizia è alla ricerca di dieci uomini pesantemente armati che si aggirerebbero per Bruxelles con lo scopo di compiere attentati simili a quelli di Parigi, ma in apparenza nulla di nuovo è successo. Tuttavia tale notizia è stata rettificata dallo stesso ministro degli esteri, dicendo che sul numero dei ricercati, la stampa ne ha diffuso un numero più alto, dato che si tratterebbero di 4, 6 o 10 persone ricercate.

Quello che le persone in questo preciso momento vogliono è la chiarezza dal punto di vista dell’informazione. Come si poteva coniugare il mantenimento dell’allerta 4 con la riapertura delle scuole o della metro? Non nascondo il fatto che prima si tornerà alla normalità e prima si riuscirà a superare questa momento. Tuttavia, il compito del governo, che è apparso alquanto incerto sulla questione, dovrebbe essere quello di essere sincero con la sua popolazione, ma al tempo stesso rassicurarla. Non si hanno bisogno di mezze informazioni, ma di decisioni politicamente serie e di informazioni precise su quello che sta succedendo, altrimenti notizie relativamente infondate e prive di senso faranno aumentare ancora maggiormente il nervosismo.

 

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Giacomo Bertini

Classe ’90, dopo una fallimentare carriera calcistica ho deciso di emigrare a Bruxelles per continuare i miei studi universitari, sognando una futuro internazionale. Infatti sto frequentando un Master in Relazioni Internazionali, dopo aver conseguito una Laurea triennale in Scienze Politiche. Mi piace leggere, sia giornali che libri, per mantenermi aggiornato sotto qualsiasi aspetto. Pari alla mia passione per il calcio, c’è solo quella per il giornalismo e la politica. Non sono un grande oratore, però mi piace ascoltare e osservare il mondo che mi circonda ed esprimere con la scrittura i miei pensieri. Ed ora li condividerò con voi.
http://bertinigiacomo.blogspot.it/

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