Cosa hanno in comune John Lassater e Ken Loach? Niente, ma a questo giro entrambi raccontano, a loro modo, la parte peggiore che c’è in ognuno di noi, quella che ci piace meno, che nascondiamo, che cerchiamo di dimenticare, giorno dopo giorno. E lo fanno con “Ralph spaccatutto” e “La parte degli angeli”

 

KEN E JOHN

Cosa hanno in comune John Lassater e Ken Loach? apparentemente niente, uno è  il direttore creativo della Pixar e creatore di capolavori come Monsters and Co., l’altro, Ken, non è né un guerriero e nemmeno uno che ha relazioni complicate con una ragazza inespressiva di nome Barbie, ma un regista che negli anni ha portato avanti con forza e coerenza la sua visione del mondo, stando sempre dalla parte dei più deboli e raccontando un socialismo fatto di piccoli gesti.

Insomma, due mondi lontani, non solo geograficamente.

 

EPPURE

Eppure organizzandosi stasera è possibile scoprire che a questo giro John Lasseter e Ken Loach hanno deciso di raccontare la stessa storia, o quasi.

Organizzandosi si, perché c’è un viaggio da fare tra Firenze e la piana.

Perchè Ralph spaccatutto, prodotto dalla Pixar, è giusto andare a vederlo in una multisala di quelle di periferia come l’UCI di Campi Bisenzio, Dove c’è la moquette colorata e i commessi con le camicie sgargianti e l’aria un po’ annoiata e dove è ancora possibile trovare delle sale giochi come quella dove è ambientata la storia di Ralph. La storia di un cattivo da videogioco stanco di essere malvagio e che decide di dare una svolta alla sua vita.

Una volta finito non vi resta che uscire come fantasmi nella nebbia e farvi in macchina l’Osmannoro.

Guardare da dietro il finestrino come la periferia residenziale diventa all’improvviso zona di passaggio con le insegne luminose delle fabbriche chiuse, le fermate deserte del 30 e i ristoranti cinesi, e poi attraversare ancora altre periferie come Novoli e Rifredi passando davanti al Flora in Piazza Dalmazia, un cinema che ha visto tante storie, commedie e innamoramenti finti sul proprio schermo e una tragedia inspiegabilmente vera davanti alla sua insegna.

Da lì attraversare velocemente il centro lungo i viali della città e arrivare infine nell’unico cinema che proietta ancora La parte degli angeli, il Fiorella in Via D’annunzio.

E al buio di quella sala, lasciare che Ken Loach vi racconti la storia di Robbie, un altro cattivo, con un figlio che sta per nascere, una cicatrice sulla faccia che non lo aiuta nei colloqui di lavoro e un’esistenza fatta di violenza e disoccupazione nella periferia di Glasgow.

Lasciare che Ken finisca il lavoro di John e vi convinca definitivamente che anche i cattivi meritano una seconda possibilità, anche quelli che rovinano la vita a un ragazzino di appena 18 anni pestandolo a morte.

Perché in ogni persona c’è la parte degli angeli.

E perché nessuno è buono per sempre.

 

Cose fatti e persone citati nel post

John Lasseter: se Aristotele fosse stato un regista di film di animazione sarebbe stato John Lasseter
Ken Loach: se i Marx (Karl e i Fratelli) fossero stati un unico regista sarebbero stati Ken Loach
Ralph spaccatutto: l’ultimo film disney-pixar, la storia di un cattivo dei videogiochi che vuol diventare buono. Lo trovate all’UCi, al Fulgor, all’Adriano e allo Space
La parte degli angeli: Ken Loach che gira ancora dalle parti della commedia, ma con il suo stile, lo trovate solo al Fiorella
La parte degli angeli: è la parte del whisky che svanisce durante la distillazione
Monsters and Co: un capolavoro fatto di peli e pixel

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.