Arriva nei cinema di Firenze Silver Lining Playbook, il film con la bellissima Jennifer Lawrence su cui vale la pena inciampare prima di andare a letto. (Inciampare sul film, non su Jennifer Lawrence)

Il mondo è uno schifo e quello di Pat è un po’ più uno schifo di quello degli altri. Anche se Pat è in tutto e per tutto uguale a Bradleey Cooper e quindi sorprende un po’ sapere che le cose gli vanno male. Ad ogni modo quando Pat torna da lavoro e trova la moglie sotto la doccia con un collega che ha il doppio degli anni di tutti e due messi insieme gli parte la vena e  gli apre la testa come una melagrana sporcando di rosso le mattonelle azzurrine del bagno di casa sua. Il collega bicentenario non muore ma per Pat cominciano i problemi, gli viene diagnostico un disturbo bipolare, perde il lavoro d’insegnante, lo internano in un istituto psichiatrico e gli viene vietato di avvicinarsi alla moglie. Insomma, a questo punto anche se uno è Bradley Cooper, comincia inevitabilmente a intristirsi.
Anche il mondo di Tiffany è uno schifo (anche se è in tutto e per tutto uguale a Jennifer Lawrence e anche a lei le cose non dovrebbero andarle male): le è morto il marito ed è andata un po’ fuori di testa, ha uno sguardo azzurro come le mattonelle del bagno di Pat ma velato di tristezza e malinconia, e corre e balla ma soprattutto fa tanto sesso con uomini sbagliati e spesso finisce per sentirsi una ninfomane.
Pat e Tiffany s’incontreranno e siccome siamo in un film americano sconfiggeranno lo schifo con poetica determinazione, disegneranno la vittoria della vita sul dolore che c’è in ognuno di noi, metteranno via i sensi di colpa, cureranno le proprie ferite, rinchiusi nel proprio schifo vedranno oltre lo schifo dell’altro, balleranno e balleranno, e questo li salverà. 

Silver Linings Playbook è senza dubbio il film più diretto e meno costruito dei candidati agli Oscar, è li, davanti allo spettatore, nudo e indifeso e si lascia guardare.  David O. Russell lo avrebbe potuto vestire meglio, difenderlo, prepararlo al confronto con gli altri, e invece no, lo butta in pasto agli spettatori e forse non è nemmeno interessato a vedere cosa succede. Infatti sembra un film incompleto ma quel che succede è la magia del cinema, perché tutto alla fine torna, e si sta male, e si ride, e quando parte la canzone scritta da Jonny Cash e Bob Dylan ci si commuove e alla fine è un film che è come la prescrizione di un omeopata, non ti salva la vita ma in un modo tutto suo ti fa bene.

Silver Linings Playbook esce giovedì in tanti cinema fiorentini, val la pena andare a vederlo in un cinema in cui sia necessario salire delle scale ed inciampare come ha fatto la bravissima Jennifer Lawrence mentre stava andando a ritirar l’Oscar assegnatole come miglior attrice per la sua interpretazione di Tiffany, inciampare e rialzarsi, perché di questo parla semplicemente  il film.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.