E poi capita che sulla strada per Bastia in Corsica nell’ultimo giorno di vacanza si trovi un piccolo ristorante con sul tetto issate sulla stessa asta la bandiera corsa e quella della Fiorentina che garriscono insieme al vento. Si proprio quella viola della Fiorentina. Di qualche anno fa, scolorita dal sole, ma ancora con un bel viola bello intenso. Inchiodo. I corsi parlano una lungua che mescola l’abruzzese del contadino di Lando Buzzanca, il piemontese di Macario, il genovese di Gilberto Govi e il sardo di Elisabetta Canalis e Benito Urgu. Insomma, se si è concentrati si capisce. Il cameriere porta prima il menù, ma non importa perchè l’assiette fromage de chevre c’è sempre, e poi un giornale locale dove in prima pagina c’è una foto del tre a zero rifilato la sera prima dal Bastia al Guincamp nella prima giornata del campionato francese. Mostrandomi la foto dice, aggiungendo al corso anche un’inflessione fiorentina alla Ceccherini: “stasera vu giohate co i’ Milan, fahe così anche voi”. Si allontana e lascia senza parole il mio sorriso infinito.

E poi capita anche di trovare nel giardino dell’albergo a Bastia le stesse piastrelle di Leroy Merlin del nostro giardino. In tutti gli alberghi abbiamo trovato fantasie simili a quelle nostre, sempre di Leroy Merlin, ma solo in quello di Bastia abbiamo trovato proprio le stesse. Avevamo avuto anche il sospetto che il catalogo francese fosse diverso da quello italiano. Evidentemente ci sbagliavamo: uno stato, l’Europa, un catalogo! In questo momento storico in cui i governi europei non sembrano particoalrmente coesi è bello sapere che c’è qualcosa che unisce l’Europa: le piastrelle di Leroy Merlin.

E poi capita infine di ascoltare sulla Fi-Pi-Li alla radio, al ritorno così come all’andata, sempre all’altezza di Pontedera, una canzone di Sandro Giacobbe. All’andata fu “Signora mia”. La canzone parla di lui detective discreto sulla vita di una signora sua vicina di casa. Ad un certo punto canta: “di notte io guardavo nella sua finestra chiusa, immaginavo tutto, ma non mi chieda cosa”. Ora la canzone è “Mi hanno fatto innamorare gli occhi verdi di tua madre”. Tengo a precisare che le due canzoni sono costruite come due piccoli racconti. Uno stile. Sandro, all’epoca (anni settanta) era un giovin bellone ed esprimeva con rispetto il suo apprezzamento per le signore attempate. Mi piacevan allora e mi piaccion tuttora questa sua delicatezza e questo modo di esprimerla.

viola a bastia
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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.