È dai tempi di Siddharta, dal ’68, dalla rivoluzione, che non leggo qualcosa sull’india… di questa terra avvolta nel mistero; di un arcano oggi davvero molto meno mistico. Ed è stata la conoscenza con Giovanni Bogani, eclettico intellettuale fiorentino, giornalista, scrittore e musicista, che mi ha spinto alla lettura. Un diario, ma già qui occorre subito distinguere: non un diario di viaggio, troppo semplice, piuttosto un diario d’impressioni di viaggio. Tutto ruota intorno a Luca, giovane annoiato dalla sua tranquilla vita, che accetta l’invito di un amico di fare una lezione su Pasolini, all’istituto italiano di cultura di Delhi. E Luca si trova proiettato in quel caos di corpi, anime, odori e tradizioni che lo travolgono fino all’asfissia. Tutto è così diverso, crudo, senza appiglio, frenetico, che rimane appena il tempo di guardare e di archiviare emozioni, lasciando ad “un dopo” la possibilità di mettere a fuoco l’esperienze. Questa folle babele colpisce Luca nel profondo lasciandolo “spaesato”, intellettualmente e filosoficamente: come spesso commenta l’autore “sentendosi sempre fuori posto” ed in qualche maniera lontano dalla realtà. Quello che colpisce di più è la profonda malinconia per l’impossibilità di afferrare la vita, le occasioni, per poter capire fino in fondo la nostra essenza. Ci si potrebbe attaccare all’amore, ma anche qui le parole di Luca sulle donne sono emblematiche: “sono sempre ad una distanza morbida”, come a dire che la vita è lì, a qualche centimetro, ma c’è un muro che ci separa; un muro che non è solo lingua, usanze, storia o cultura, è forse l’impossibilità della totale comprensione, della condivisione del tutto.
Un diario che sta in equilibrio fra la riflessione e la confessione, condito da una scrittura asciutta che non spreca neanche una parola di troppo ma che traccia l’anima del protagonista (e dell’autore?) con precisione e delicatezza. Le descrizioni geografiche, infine, obbligate per un diario, sono anch’esse dei fotogrammi di emozioni, colori, suoni, odori.
Un’ottima lettura per stimolare la voglia di viaggiare… dentro sé stessi…

 

Edizione commentata
Giovanni Bogani, India song, Edizioni della Meridiana, Firenze, 2008

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it