Parlando con le persone, fortunatamente solo con alcune di esse, mi irrita in maniera particolare l’apertura continua di coordinate e subordinate senza che esse, poi, vengano mai richiuse. Nasce in me un senso di ansia, di non compiuto e di sospensione che mi è insostenibile. Mi domando come fanno questi signori ad intendersi col loro partner, mistero. Prendendo invece in esame il testo di Roth capiamo subito che l’autore è invece maestro di questo strumento grammaticale. Finalmente si può sostenere un paragrafo lungo, molto lungo ma mai noioso ed irrisolto.

Tornando alla storia questa ci propone un giovane ebreo americano, di umili origini, che per riscattare la povertà della famiglia e dare luce alle proprie aspirazioni si iscrive ad un college dove in breve ne diventerà l’allievo migliore. Tenace e caparbio e con una volontà di ferro mette lo studio davanti a tutto e tutti. Sarà l’incontro con una ragazza e più propriamente col sesso e quello con le vetuste e rancide regole del college a procurare in lui un trauma interiore violentissimo. Il finale della storia è comune a quanto accadde a migliaia di ragazzi richiamati alle armi per la guerra di Corea degli anni cinquanta.

Da sottolineare la capacità dell’autore nel trasportarci all’interno del pensiero di Marcus; di farci analizzare i dubbi, le angosce, i progetti, le azioni, i sogni che ad ogni problema che il giovane incontra, si formano come un fiume in piena nella mente dell’adolescente. Il mondo della mente, nella sua spregiudicatezza, visto che all’interno del cervello non ci sono giudici di nessuna specie, è qualcosa di sconvolgente, di inaspettato e di magnetico. Questa capillare ricostruzione ci porta a prendere inevitabilmente le difese di Marcus, di diventarne fan estremi, di lottare insieme a lui, ed insieme soffrire dei dolori della sua età. Sarà una lettura mozzafiato!

Un grande esercizio di stile e di contenuto. Roth si conferma un grande della letteratura.

 

Edizione commentata

Philip Roth, Indignazione, Einaudi, Torino, 2014

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it