Salve, probabilmente ci siamo già visti. Sono una delle porte di Firenze e tu uno dei cittadini che mi sfrecciano accanto con il tuo motorino o la tua macchina. Mi rendo conto di non essere molto attraente. Oramai non servo a molto, se non a ricordare a qualche turista distratto che Firenze aveva mura e porte. Non so neanche perché mi abbiate lasciata in vita quando avete distrutto gran parte delle mura, più di un secolo fa. Non mi lamento, ho ancora le mie mura, ma per molte delle mie colleghe è stato un disastro: sono rimaste a fare da spartitraffico, tra un semaforo ed un attraversamento pedonale. 

Sono nata all’inizio del Trecento e da giovane ero molto diversa da come mi vedi oggi. Ero molto più alta e slanciata e avevo una bellissima anti-porta, cioè una ulteriore porta che mi proteggeva. Le mie due porte si aprivano all’alba e si chiudevano al tramonto. Chi veniva dalla campagna rimaneva a bocca aperta quando entrava in città: ero io che simboleggiavo la grandezza di Firenze agli occhi dei viaggiatori. Per i fiorentini, poi, rappresentavo il confine tra la casa e il resto, tra la città e la campagna, tra essere cittadini o contadini, quelli del contado.

Quante volte ho visto i ritardatari che volevano entrare in città mentre si chiudevano le porte. Tiravano sassi e urlavano di aspettare a chiudere. Persone alle porte coi sassi, dirai tu.

E poi, ogni mattina, che file di carri ad aspettare che le mie porte si aprissero. Vino, verdura, grano, ceramiche. E tante persone che aspettavano di entrare per andare in qualche piazza a vendere.

E quante volte ho osservato Firenze di notte, buia e silenziosa, percorsa solo dalle fiaccole delle guardie. Altri tempi quelli, la notte c’era il coprifuoco e nessuno poteva uscire di casa. Mentre fuori dalle mura si levava il canto dei grilli dalla campagna.

Io da giovane, alta e bella. Porto la bandiera della Repubblica di Firenze. Bella vero?

Io da giovane, alta e bella. Porto la bandiera della Repubblica di Firenze e sparo a chi mi assedia

E le battaglie poi? Gli assedi? Questa nel dipinto sono io mentre difendo la città nel pieno delle mie forze, nel Cinquecento. Pochi anni dopo mi hanno scapitozzata perché le nuove armi da fuoco mi colpivano troppo facilmente.

Ora guardo Firenze dall’alto dei miei 700 anni e penso a tutte le cose belle e brutte che ho visto. Che porta sono? Indovinate voi. Oramai sono uno dei monumenti alla Storia di Firenze. E lasciatemi dire, proprio una bella Storia.

guardo Firenze da dietro una grata di una delle mie finestre.  Quand'ero giovane io la Cupola non c'era ancora

Guardo Firenze da dietro una grata di una delle mie finestre da 700 anni. Pensate, quand’ero giovane io la Cupola non c’era ancora

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.