“Ci sposiamo perché in Italia è l’unica forma che ti garantisce una tutela, l’unico nome che si può dare a un diritto. Il problema è che quando torneremo il matrimonio non sarà neanche riconosciuto. E allora perché? Perché ci vogliamo provare facendo poi una battaglia legale perché dei precedenti ci sono e poi per dare volto a una storia che è personale, ma anche collettiva. E poi sarà l’età, i nostri amici si sposano, fanno figli, c’è presa voglia anche a noi” Ingrid e Lorenza sono di Firenze. Si sposeranno il 21 giugno in Svezia. Lo hanno deciso insieme a settembre: nessuna ha chiesto la mano dell’altra. Ma le mani le hanno messe subito al lavoro per un progetto più ampio: il blog leidissesì.net. che mostra pillole di video sui preparativi con lo scopo di raccogliere fondi per la realizzazione di un videodocumentario. L’idea di metterci la faccia è venuta nei mesi di fermento intorno alle primarie del PD. Sentivano che l’omosessualità era un tema per riempirsi la bocca e che invece sarebbe stato più efficace parlarne lavorando sull’esperienza delle persone. Vogliono che la loro storia arrivi a tutti, mostrargli che i preparativi del loro matrimonio sono carichi dello stesso stress e della stessa felicità, che gioie e pesantezze ci sono per tutti, nella vita. La cosa che stupisce e coinvolge subito guardando i video è l’allegria, l’autoironia e l’energia che hanno queste due donne. Sono contagiose e sprizzano incoraggiamento. Il viaggio di nozze lo stanno facendo in anticipo, girando l’Italia e parlando di diritti negati, di differenze e di similitudini. È una battaglia gentile, leggera e bella. Nessuna lista di nozze, convivono da cinque anni e in casa non ci sta neanche uno spillo. Qualche regalo è arrivato lo stesso: pentole, disegni, fotografie e persino una canzone, I said yes del Rio Mezzanino con un video divertentissimo pieno di spose e sposi. Una festa di sorrisi, veli, fiori e diritti.

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