Foto1344 (3)«Siamo quello che mangiamo». Ma − a meno di non assistere alla metamorfosi di un vegano in zucca o cetriolo oppure di un carnivoro in bistecca o wurstel − è difficile capire fino in fondo questa… leggenda metropolitana. Trova invece maggiori certezze un altro modo di dire che nessuno ancora usa, ma con il quale presto saremo costretti, nostro malgrado, a fare i conti: «Siamo quello che respiriamo». Il problema, finora molto sottovalutato, sta emergendo in maniera prorompente anche se la voglia di ricacciarlo indietro è fortissima. Il mondo soffoca, l’Italia pure e forse più di altri Paesi. E la situazione dei nostri apparati respiratori peggiora sempre più. Da trent’anni a questa parte l’incidenza di asma, allergie, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è aumentata in modo esponenziale. La qualità dell’aria, da allora, sembrerebbe migliore per il calo di alcuni veleni tipo lo zolfo, ma è senz’altro peggiore, e non poco, per ozono e polveri sottili (e sottilissime). Nessuna città italiana è immune da questo autentico disastro, e la più inquinata è, credeteci o no, Frosinone.
Del resto se uno gira per Firenze in un giorno qualsiasi della settimana, il sabato e la domenica va leggermente meglio, e vede le code di automobili in gran parte ferme e con i motori accesi, non può non chiedersi dove va a finire tutta quell’aria pestilenziale. Svolazza per un po’ ma appena trova una bocca aperta o un naso possibilmente non intasato dal raffreddore ci si infila dentro, con tutto il suo carico mefitico.
Reazioni? I nostri amministratori hanno paura di tutto quello che può metterli in cattiva luce presso i cittadini (a meno che non convenga pure a loro). E fanno danze della pioggia − anche se forse quest’inverno avrebbero dovuto chiedere aiuto a uno stregone sioux, visti i risultati − perché l’acqua che cade dal cielo lava e sposta il problema più in là. Mentre gran parte dei cittadini (cioè noi) non rinuncerebbe mai all’auto e al riscaldamento (sì, è caldo ma siamo comunque in inverno).
Insomma, alla fin fine l’inquinamento non è un problema molto sentito. Si criminalizza la carne ma non si fa lo stesso con motori, ciminiere e camini. Non pensando che qualsiasi fumo, anche quello più innocente di legna, candele e incensi, può fare danni. «Siamo quello che respiriamo». Teniamolo, a mente, per gli anni a venire.

(Visited 179 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.