Sono sempre stata affascinata dalle modelle, amo la bellezza, la femminilità e la sensualità che sanno evocare attraverso dei semplici scatti fotografici, tanto che potrei stare ad ammirarle per ore.

Ho iniziato a seguire il profilo Instagram di Aurora soltanto pochi mesi fa e sono rimasta colpita dalla sensualità e dalla grazia delle sue foto, che sembrano dei quadri rinascimentali, così appena ho avuto l’occasione sono stata felicissima di intervistarla!

Aurora ha 21 anni e vive tra Firenze e Lucca. Lavora come modella da un anno e frequenta una scuola di musica moderna jazz a Lucca. È una persona amante dell’arte in tutte le sue forme e mi ha ricevuto in una bellissima casa ricca di bellissimi oggetti e dettagli di antiquariato, tale da farmi sembrare di immergermi in un quadro rinascimentale per andare a parlare con una ninfa vivente.

Quando ti sei interessata al mondo della moda? Perché ti piace questo settore?
In realtà non mi sono interessata al mondo della moda in sé, ma mi sono interessata più al mondo delle modelle, quindi del posare per foto artistiche più che per foto di moda. Piano piano, avendo sempre più amici e conoscenti che fanno i fotografi, sono venuta a contatto con tante persone di questo mondo. Ho sempre avuto un gusto neoclassico, il nudo è sempre stato parte dell’arte e mi piaceva vedere queste fotografie con donne ritratte come se fossero dei quadri. Per me la foto era quasi come un quadro. Mi piaceva anche il fatto che in queste foto di nudo ci fossero modelle che erano persone vere e non necessariamente icone già conosciute.

Come sei diventata una modella?
Sono diventata una modella un po’ a caso, cioè seguivo un fotografo che mi piaceva molto su Instagram. Cercava modelle senza esperienza e mi sono proposta: ho fatto un primo set come prova ed è andata bene. Sono stata motivata a continuare dal mio ragazzo, perché le prime volte mi sono sentita molto in imbarazzo. Ormai è quasi un anno che poso e i social mi hanno aiutato molto, perché mi hanno messo in contatto con molte persone con cui lavorare.

Come viene recepito il nudo dalle altre persone? Avevi paura dei pregiudizi?

Fare nudo rende molto fieri e contenti di sé, perché comunque ti dà un’immagine diversa del tuo corpo e delle tue insicurezze, però la società è quella che è, anche se è il ventunesimo secolo i pregiudizi ci sono, è comunque una cosa particolare e vista come fuori dal normale. Specialmente se uno si apre ai social è facile scambiare il voler esporre la propria arte per cercare contatti per lavorare per esibizionismo. Nel mondo della fotografia questi pregiudizi non ci sono, appartengono piuttosto a persone estranee all’ambiente e anche un po’ chiuse di mente. Non è semplice, ci vuole la fermezza di dire questo è quello che voglio fare, mi rende felice, voglio esprimermi così e non mi interessa quello che pensano gli altri.

All’inizio ho perso una serie di amici perché non riuscivo più ad avere rapporti con persone che parlavano di me in un certo modo spiacevole solo perché facevo una cosa che non era convenzionale a livello sociale. È stato un po’ difficile superare questo momento, ma poi ci si abitua.

Come mai hai scelto di fare nudo artistico? Che tipo di esperienza è per te?
Ho avuto un problema di salute che mi ha portato a dimagrire molto e, nonostante non avessi mai avuto problemi con la mia immagine, mi dava fastidio vedermi così magra perché non ero più io. Vedevo queste ragazze che facevano foto bellissime e ho pensato che fare altrettanto avrebbe potuto aiutarmi a riappropriarmi della mia immagine e a sviluppare maggiore sicurezza. Una persona che ti vede dall’esterno, che non è nel tuo corpo, potrà aiutarti a vederti da una prospettiva diversa.
Ho iniziato a fare nudo perché lo trovo molto bello a livello artistico, appunto ho un gusto neoclassico e mi piace molto vedere fotografie che richiamano i quadri.

Infatti hai pure dei tratti, abbastanza inusuali, che si addicono molto a questa estetica.

Sì, questo stile si adatta bene alla mia estetica perché è abbastanza romantica.

Ho voluto provare col nudo per mettere totalmente a repentaglio la mia comfort-zone, già per me prima essere fotografata era una cosa molto strana perché non ero abituata, poi soprattutto la mia nudità mi metteva molto a disagio, ad esempio nei camerini mi coprivo.

Dopo essermi vista nuda nel primo set mi è piaciuta molto l’estetica del mio corpo, il suo movimento, lo trovavo veramente femminile e per niente volgare, che era ciò che mi preoccupava di più. Ormai mi sono abituata a stare nuda e non lo vedo più come un tabù, soprattutto quando sono sui set, perché nel mondo della fotografia è una cosa normale. Penso sia molto liberante stare nudi nella fotografia, perché ti obbliga a mostrarti in un modo che di solito non vedi e a fare dei movimenti che nella vita normale non faresti. Il nudo rende un’immagine da quadro e rende normale una cosa che dovrebbe già essere normale: la nudità umana.

Non c’è niente di maligno, ho anche lavorato con un modello ed è stato la persona più professionale del mondo, non c’è stato niente di imbarazzante o viscido. A un certo punto diventa la normalità, il tuo corpo diventa uno strumento di rappresentazione artistica, è bello perché ti senti come una statua, sei un ausilio dell’interpretazione personale del fotografo.

I tuoi genitori cosa pensano del tuo lavoro?

Mio padre essendo più conservatore e un militare ha avuto problemi all’inizio ad accettare questa cosa, ma adesso ne è abbastanza indifferente. Ha vissuto un po’ di shock perché comunque la mia immagine viene messa su Internet, dove non si cancella più niente e bisogna fare attenzione al fatto che non ti causi problemi in un futuro lavorativo. Poi però ha accettato il fatto che siamo una generazione diversa e che sono convinta di questa cosa.

Mia madre invece l’ha vissuta un po’ meglio, ha una mentalità meno conservatrice.

Com’è utilizzare le piattaforme social per farsi conoscere come modella? Pro e contro.

Lavorando come modella indipendente i social mi servono molto perché sono il mio portfolio, è stato molto comodo utilizzarli e mi hanno permesso di farne un lavoro. Ormai i social sono diventati il mezzo principale con cui farsi conoscere e Instagram è diventato il mio portfolio fotografico con tutti i miei lavori.

Internet purtroppo è quello che è e ci sono le persone più disparate: da fotografi e modelli seri e volenterosi, che ti accettano e ti apprezzano per quello che fai e ti sostengono, a persone maliziose che non vedono l’arte del tuo lavoro, ma soltanto l’aspetto malizioso del nudo.

Poi fanno l’equazione orripilante secondo la quale se ti mostri nuda sei disponibile sessualmente, che è di un disumano incredibile.

Sì, e purtroppo questo ragionamento è stato fatto anche da miei coetanei, nonostante pensassi fosse una mentalità ormai appartenente solo a persone più grandi come magari possono essere i nostri genitori, perché cresciuti con una morale diversa dalla nostra. Non è così, comunque le persone sono tutte molto diverse e alcune anche oggi, anche se sono giovani, possono avere queste credenze.

Internet è un posto anche poco sicuro, bisogna stare attenti alle persone che si trovano e alcuni scrivono messaggi poco piacevoli, anche se a volte mi fanno molto ridere e ho infatti costruito una bacheca di nome “Le Cronache del Disagio” in cui posto le cose ridicole che mi scrivono. Uno ad esempio mi ha scritto:”You’re like Jesus, but woman”. Nessuno sa ancora cosa volesse dire, ma fa molto ridere.

Poi c’è un fotografo, che pur di farsi mandare foto non censurate, perché Instagram ha una politica di censura, mi ha scritto che lui sospetta che sia un uomo e vorrebbe assicurarsi che io abbia genitali femminili e non maschili. Che poi, anche con la censura, si vede che sono una donna!

Quindi, Internet è pieno di persone brutte, che cercano le tue attenzioni solo perché sei nuda, ma ti permette di lavorare e di conoscere molte/i fotografe/i e modelle/i con cui ho fatto dei lavori bellissimi. I pro superano i contro.

Come mai hai scelto di studiare musica moderna jazz? Che lavoro vorresti fare inerente a questi studi?

Ho iniziato a suonare il pianoforte quando ero molto piccola, avevo quattro anni. Ho proseguito fino ad entrare in conservatorio a dodici anni, per poi uscirne a sedici perché l’ho trovato un luogo troppo rigido per me, aveva distrutto tutti i miei sogni musicali. Non ho suonato per due anni, ma per fortuna ho avuto un’amica che mi ha preso metaforicamente a schiaffi e mi ha spronato a ricominciare a dedicarmi alla musica.

Per fortuna a Lucca ho trovato una scuola di musica che funziona come gli istituti inglesi: ci sono vari appelli, come se fosse un’università, e puoi scegliere quando dare gli esami. Al conservatorio invece avevamo solo un appello a giugno, nel quale dovevamo dare tutti gli esami e dovevamo superarli tutti per passare all’anno successivo. La scuola che frequento è come una triennale, alla fine dei tre anni si ottiene un bachelor, come nelle università anglosassoni, ed è riconosciuta in tutta Europa tranne che in Italia.

Ho scelto musica jazz perché, pur se amo la classica, ma volevo lavorare nel mondo della musica moderna componendo e scrivendo i miei pezzi. Seguo i corsi di Performance (tutto ciò che riguarda lo strumento, come musica d’insieme) e Production (post-produzione).

Il mio sogno sarebbe di comporre i miei pezzi ed eseguirli dal vivo sui palchi: vorrei essere una performer e avere un mio personaggio da esporre sul palcoscenico. Ricordo che da piccola vedevo i concerti dei Queen in televisione, con questa distesa di persone ammaliate da Freddie Mercury che seguivano ogni sua mossa, e ne rimanevo incantata.

Come piano b vorrei comunque comporre musica, ma per altre persone: occuparmi della musica di film e colonne sonore o creare i suoni per film e videogiochi.

Altri interessi a parte la fotografia e la musica?

Mi piace molto il disegno. Quando non ero ancora sicura di iscrivermi a musica mi ero informata sulle scuole di disegno, soprattutto improntato all’animazione. Se sapessi disegnare e animare vorrei realizzare dei video musicali interamente animati da me, che esprimano la mia visione. Purtroppo non è una cosa che ho portato avanti, so disegnare in modo molto mediocre e mi sto facendo insegnare dal mio ragazzo, che invece è un ottimo disegnatore.

Mi piace molto il mondo della fotografia, non solo come modella, ma anche come fotografa. Vorrei piano piano sviluppare anche questo lato.

Di base tutti i miei interessi convergono con il mondo dell’arte, aggiungo di diverso, ma affine, la passione per la psicologia. Mi interessa molto anche la psichiatria, mi hanno sempre affascinato le patologie, come il cervello umano crea delle cose che non ci sono e ragiona in modo molto diverso da quello che viene considerato normale. I miei genitori sono medici e ho la fortuna di avere degli scambi significativi con loro su questi argomenti.

Qui finisce la chiacchierata con Aurora, ma se siete interessati a seguire i suoi lavori o a contattarla per una collaborazione potete trovarla su Instagram col nome @auromineo.

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Elena Sofia Frati

Studentessa di Lingue dell’Università di Firenze, classe 1992, appassionata di musica, cinema, letteratura. “Canto” e “suono” per la gioia dei miei vicini. Interessata alle questioni di genere, amo scrivere ed avere una stanza tutta per me per poterlo fare.