Agosto, mese dell’interruzione delle abitudini e dello scombussolamento della normalità. Le ferie ci portano in giro per l’Italia o per l’Europa, ma ci sono sempre due giorni liberi prima di ributtarci nel vortice lavoro-studio-lavoro-lavoretto-studio. Giorni in cui sono assolutamente concessi un solo luogo: il divano, e un solo obiettivo: impossessarsi del telecomando. A volte sono questi i giorni che ti fanno sentire davvero in vacanza.

Dopo un’ipercalorica settimana in Sicilia, le magiche scatolette Ryanair mi porteranno in Portogallo, ma tra le due vacanze, oltre a qualche giorno di lavoro, ci sono anche 72 ore libere da passare a casa. Il binomio divano-telecomando (che diventa un trinomio con l’irrompere dei “Gelatelli” del Lidl) è più che soddisfacente a riempire le giornate, ma c’è un richiamo che a volte è più forte delle serie tv di Foxlife. E’ una voce che ti dice che è ora di andare in centro. Quanto tempo è che non vedi la Cupola? Se la risposta è da più di due settimane urge correre ai ripari, anche se è agosto. In questo pomeriggio ventoso un giro in centro non me lo toglie nessuno. Niente di che, un salto alla Ibs di via Cerretani (si, un salto anche da Promod, diciamola tutta), uno sguardo alla Cupola (mai camminare a testa bassa in Piazza Duomo) e una crepe alla Nutella  nella nuova “Milkeria” di Borgo degli Albizi (in ferie si assopisce anche il senso di colpa). Mi manca tutto di questa città quando le sto lontana. Mi manca anche vedere russi-inglesi-americani mangiare enormi e troppo colorati gelati nelle peggiori gelaterie della città, con l’aria felice di chi ha trovato l’oro. È a loro che penso quando cammino per quelle strade, soprattutto quando non devo allungare il passo per andare all’Università. Penso che devono invidiarmi. Io sono lì, che passo noncurante in mezzo a quei luoghi, mi infilo in mezzo alle loro fotografie, mentre loro chissà quando torneranno a Firenze. Luoghi che mi sono familiari, quotidiani, adorati. Invidiatemi, mentre passeggio in piazza della Signoria, perché tra un mese sarò ancora qui. Però una cosa posso dirtela, caro turista russo: non sono noncurante. Io me ne rendo conto ogni giorno, della fortuna che ho.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

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Billy

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Anno 2013-14