Nel mio girovagare, quest’anno ho deciso di non allontanarmi troppo da Firenze. Volevo però cercare luoghi che comunque non conoscevo o conoscevo solo di nome. La bellezza della Val d’Orcia mi ha attirato spesso, godendo della tranquillità e maestosità del paesaggio e la bontà del suo cibo.
Facile è perdersi in questa valle, sembra quasi che un architetto rinascimentale ne abbia costruito la struttura e grandi artisti modellato e dipinto valli e colli, l’accostamento con Santa Croce mi viene spontaneo, linee decise, pulite, una decorazione sublime, leggera, ma allo stesso tempo maestosa.
Proseguendo verso sud, arriviamo sul lago di Bolsena, superando cosi il confine tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio.
Certo la sua vicinanza alla Val d’Orcia mi aveva già portato a visitare questo bel lago, ma per pigrizia o semplicemente per goderne appieno i suoi benefici, non mi ero mai addentrato nella Terra della Tuscia. Diverso è il paesaggio che incontriamo: colline più impervie, cavità di roccia tufacea ne caratterizzano il territorio, ma anche terra fertile, campi ben coltivati e vegetazione variegata e rigogliosa.
La mia meta era Tuscania, già il nome mi ha attirato in questa “ridente cittadina”. Mura medievali, palazzi rinascimentali, chiese romaniche, scavi etruschi,  insomma un borgo ancora poco turisticizzato e così generoso di bellezze artistiche e vicende storiche. La casualità ha voluto che il sabato e la domenica si sia svolta la Festa della lavanda. Ho saputo così che ormai da circa 10 anni nella zona si coltiva lavanda. Beh, devo dire che il fiorentino rinascimentale che è in me si è destato dal torpore del rilassamento vacanziero!  Ho così immaginato la lavanda come una spezia da poter impiegare in cucina, creando questa ricetta:

Cotolette d’Agnello impanate al sapore di lavanda:

Cotolette di agnello 400g
Ramerino 2 rametti
Spiga di lavanda 2
Scorza di limone q.b.
Sale & Pepe

Impanate le cotolette d’Agnello. Sgranate la lavanda e il ramerino (non tritateli), tagliate a tocchettini la scorza di limone, mescolate il tutto; metà di questo composto mettetelo in una casseruola con olio EVO, l’altra metà tritatela.
Friggete le cotolette nella casseruola con il nostro composto. Appena pronte impiattate e spolveratele leggermente col composto alla lavanda ed spremeteci qualche goccia di limone.
Il risultato? Certo non è propriamente un piatto estivo, ma il tenue profumo di lavanda lo rende fresco e gradevole. Accompagnatelo con un bianco dei Colli Cimini, vino sicuramente non all’altezza come struttura, ma altrettanto fresco e gradevole frutto dei dintorni del lago di Vico nel viterbese e che si abbina bene al delicato profumo della lavanda.
Buon appetito!

Cotolette d’agnello fritte alla lavanda

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.