IO è la nuova App pensata per fornire al cittadino uno strumento moderno ed efficiente per interagire a vari livelli (locale e nazionale) con la Pubblica Amministrazione.

Il nome “IO” ha, come minimo, una doppia accezione: come pronome personale indica la volontà di porre il cittadino al centro del progetto; come acronimo (I/O è da sempre utilizzato per Input/Output) indica la volontà di puntare sulla digitalizzazione per svecchiare quella farraginosa burocrazia che caratterizza la Cosa Pubblica. Ci sarebbe in realtà un’inquietante possibile terza accezione, che solo i fan di Peter Gabriel possono ipotizzare. I/O è il titolo del “nuovo” album di Gabriel. Peccato che l’annuncio dell’album “quasi pronto” sia stato dato all’indomani della pubblicazione del precedente. Da quell’annuncio sono trascorsi poco meno di 18 anni e dell’album non si ha ancora nessuna traccia (in senso stretto). IO, in questa azzardata accezione, potrebbe essere la perfetta rappresentazione dei proclami e delle promesse che si stemperano nei tempi biblici della burocrazia; non di buon auspicio per una App che promette di far crescere in fretta il proprio potenziale.

Trattandosi della Pubblica Amministrazione, il timore che la App possa restare un’opera incompleta potrebbe nascere anche in alcuni non fan di Gabriel. Tale timore viene in parte suffragato dalla constatazione di chi già ha scaricato la App che su 7.903 comuni attualmente esistenti in Italia, quelli ad oggi interfacciati con IO sono circa lo 0,002% (18, per chi non volesse fare i conti). La Toscana ha il privilegio di annoverare 1 dei 18 con la fortunata Campi Bisenzio.

Con IO Al momento è possibile effettuare pagamenti dei servizi pubblici, grazie all’integrazione della collaudata piattaforma PagoPA, ma anche ricevere avvisi e segnalazioni di scadenze (documenti di identità, bollo auto, etc.).

La richiesta del bonus vacanze è stata l’occasione per molti utenti di scaricare la App, ma c’è da sperare che la sua diffusione e il suo utilizzo crescano in fretta.

Il limite maggiore alla sua diffusione è dato dal fatto che, dopo averla installata, per accedere è necessario disporre di CIE (la carta d’identità elettronica con PIN per accesso ai servizi digitali) o di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), ambedue al momento ancora poco diffusi tra i cittadini.

L’impressione è che il potenziale della App sia notevole e che possa davvero rappresentare entro breve uno strumento imprescindibile: in sostanza il primo vero tangibile passo nella digitalizzazione del rapporto tra cittadino e PA.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.

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