#Io resto in cambusa

In tempo di coronavirus, il modo di vivere quotidiano è cambiato e non poco!

Questo ha modificato, in parte, anche le abitudini alimentari per la maggior parte di noi; siamo costretti a fare la spesa prevalentemente una volta a settimana, cercando bene quei prodotti che possano durare nel tempo ed essere anche di facile utilizzo.

In tempo di guerra i prodotti più usati e ricercati erano i legumi secchi, la pasta e il riso: tutti prodotti che potevano essere conservati per tempi più lunghi.

I prodotti freschi non mancano certo sul banco dei supermercati; manca solo la possibilità di andare ad acquistarli spesso e questo comporta un modo di cucinare diverso dal solito.

Fortunatamente alcuni prodotti freschi possono comunque essere acquistati, perché si conservano per almeno una settimana: ad esempio patate, cipolle e carote, ma anche cavoli di vari tipi, pomodori, anche se non di stagione, ed insalate, se tenute correttamente.

Questo però richiede un’attenzione all’acquisto più consapevole del normale e quindi può essere l’inizio di una buona abitudine alimentare… come si suol dire “non tutto il male vien per nuocere” e, se questa emergenza ci abituerà ad utilizzare i prodotti alimentari in modo più consapevole, ridurremo in modo sostanziale gli sprechi alimentari, portandoli possibilmente a zero e sicuramente avremo imparato molto; potremmo essere fautori di una sostenibilità più consapevole e di una maggiore redistribuzione alimentare.

Come ben sapete io non sono né vegetariano né vegano, ma sicuramente questo nuovo modo di approcciarmi ad una spesa alimentare più responsabile, mi ha fatto riflettere.

Non ho bandito la carne dalla mia tavola, ma ne ho ridotto le quantità. Inoltre il tempo a mia disposizione per cucinare è aumentato. Questo mi ha portato anche a rivalutare e a porre in primo piano i legumi secchi, per i quali i tempi di preparazione e cottura sono spesso lunghi.

Certo ognuno di noi troverà la sua strada e sicuramente in cucina inizieremo ad avere un atteggiamento diverso. I tempi dei cibi precotti e pronti da mangiare sono per il momento, spero, finiti.

#io resto in cambusa… resto con voi a cucinare in casa e in modo più consapevole e più sano!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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