Smania pungente riveste l’ostinata speranza
Dell’odisseo marinaio fatale ed eroico
Il luogo perturba ove l’anima danza
Fra l’acuto lentisco ed il verde iperico

Tutto diparte ma si concentra  in azione
Volto lo sguardo al ridosso clemente
Giaccio a fianco della musa amata
Sul fianco distesa in posa di rosa
Dove le sponde del mar omerico
Sussurran perpetue carezze d’amore

Poso sulla dea come calco sublime
Vitali membra di spirto vestite

Corpi prigioni dove del sole i raggi
Sorridon serrati in questa alcova d’avorio
Viluppo invulnerabile d’eterni miraggi

 

Tratto dalla seguente pubblicazione: Osè

(Visited 15 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it