La partita giocata lo scorso sabato a Roma, nella stupenda cornice dello stadio Olimpico, può essere riassunta parafrasando una famosa battuta sulla nazionale azzurra del nostro ex pilone Martin Castrogiovanni:«Avete dei problemi di sicurezza? Andate dallo psicologo!»

Per quanto possano essere discutibili le sue ultime scelte di vita e atteggiamenti nell’ambiente rugbystico, Martin aveva ragione. Dannatamente ragione.

La partita vede un’Italia, all’inizio del primo tempo, estremamente determinata tanto che riesce, dopo neanche due minuti di gioco, a sfondare la linea difensiva francese e segnare la prima meta della giornata.
I Bleus sono allo sbando, limitandosi a piazzare un solo calcio, ma un errore in attacco, che non fa concretizzare il secondo “try” azzurro, e una successiva meta francese fanno scalare di marcia il motore italiano.

Il primo tempo viene comunque giocato ad armi pari. Il secondo tutta un’altra storia. I francesi dilagano, il pack azzurro  subisce l’attacco sia fisicamente che psicologicamente e riesce a farsi veramente pericoloso, nonostante i vari tentativi nelle 22 avversarie, solo allo scadere del tempo segnando e trasformando la loro seconda meta, 18-40 il punteggio finale.


Il trofeo Garibaldi
 (conteso, appunto, tra Francia e Italia) resta a Parigi e anche quest’anno il 6 nazioni è andato, la prossima partita a Murrayfield contro la Scozia, visti i suoi risultati, sembra giusto un proforma. Restiamo con l’amaro in bocca e  la solita prova che le potenzialità ed i giocatori ci sono per essere una grande squadra, però il lavoro da fare è tanto. Ma queste sono considerazioni che vanno affrontate più approfonditamente.

Materiale fotografico da www.RBS6nations.com

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.