Subire 42 punti alla prima partita del 6 Nazioni senza riuscire a concretizzare neanche una delle azioni offensive che dovevano essere la punta di diamante della nuova Italia fa male. Forse troppo male. Poche sono le scusanti, anche se gli avversari di questa volta sono i campioni in carica, arrivati a tale titolo con tanto di Grande Slam lo scorso anno.

Il Galles quasi non fatica a imporsi nel campo e le decisioni arbitrali a suo favore (nove calci contro uno solo alla Italia solo nel primo tempo) sono un aiuto che forse non serviva e che magari la sua assenza avrebbe leggermente cambiato la dinamica della partita. 5 le mete segnate, senza contare i calci piazzati e le conversioni contro una Italia che sì continua a mostrare cenni di miglioramento ma che ancora non è riuscita a colmare il gap di differenza che la piazzerebbe a pieno titolo tra le squadre del Tier1

Miglioramenti? Direte voi. Ebbene si, ci sono stati. I nuovi innesti si sono dimostrati essere molto interessanti, Cannone su tutti che ha letteralmente sputato l’anima in campo, la nuova posizione di Carlo Canna come centro, anche lui immolato per i colori italiani, solo per fare alcuni esempi. Insomma la qualità sta aumentando ma è il ritmo di crescita che continua a essere troppo lento.

É oramai pensiero comune che, nel caso di  una  uscita della Italia dal 6 Nazioni sarebbe ben troppa la differenza con le altre squadre europee. In altre parole impensabile vista la facilità con cui gli Azzurri si imporrebbero nel Rugby Europe (il 6 Nazioni B) e l’impossibilità di trovare un valido sostituto, con buona pace di chi ha già iniziato a ringhiare e, purtroppo, vomitare sentenze che solo possono abbattere il morale agli Azzurri.

Intanto Franco Smith e compagni hanno già iniziato a preparare il prossimo impegno, domenica prossima contro la Francia uscita vincente dallo scontro con l’Inghilterra. Sarà, in altre parole, un 6 Nazioni molto difficile e il lavoro da fare è tanto, tantissimo visto che gli Azzurri sono una squadra appena riformata. Forza e coraggio.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.