Franco Smith e Callum Braley

Il mondo del rugby, si sa, ha avuto una grossa battuta di arresto che non ha permesso di terminare campionati nazionali, europei e addirittura il tanto osannato 6 nazioni. Tutte le squadre hanno accusato pesantemente il colpo e non sempre gli aiuti, nel caso di quelle italiane, sono stati realmente efficaci. Ma il rugby e i suoi appassionati sono qua e sono esaltati già dalla notizia della ripresa, ad agosto, del Pro14 che in qualche modo ha deciso di portare a termine il torneo 2019/2020.

Altra notizia che ci ha fatto saltare sulla sedia è la definizione da parte della FIR dei protoolli di limitazione del contagio da covid visto il benestare da parte del governo italiano alla ripresa delle attività sportive di contatto con la conseguente novità del primo raduno della nazionale italiana per la preparazione ai prossimi mondiali di Francia nel 2023.
Parlando di tempistiche, sia la FIR che il governo italiano hanno forse perso troppo tempo nell’attivarsi rispetto a altre nazioni, emisfero sud soprattutto, ma Franco Smith è partito immediatamente a lavorare con i suoi ragazzi per la creazione, parafrasando le sue dichiarazioni, il DNA del gioco italano.

Siamo decisamente troppo abituati a annunci di buoni intenti come la famosa prestazione in campo che ripeteva in continuazione O’Shea e molti già storceranno il naso scottati dalle deludenti prestazioni degli Azzurri nelle ultime partite, ma il fatto che i lavori siano già iniziati e il numero di giocatori invitati al raduno di Parma fa, ancora una volta, ben sperare. Quantomeno il rugby italiano non si è fatto fermare dalla pandemia e non è poco.
Siamo ancora in attesa di sapere se e come verranno giocate le partite mancanti del 6 Nazioni, formula andata o ritorno o semplicemente le partite necessarie, e già questi preparativi si mostrano essere molto utili.

A primavera Franco Smith è stato confermato allenatore della nostra nazionale e ha immediatamente ampliato e rinnovato lo staff tecnico tessendo, in via telematica, le prime trame di quello che dovrà essere l’Italia del prossimo futuro. Annunciati recentemente gli invitati agli allenamenti e subito spicca all’occhio la lista degli otto invitati di cui sette dai campionati nazionali. Spiccano i nomi di  Monty Ioane del Benetton Treviso equiparabile a partire dal prossimo autunno e il toscano Gianmarco Lucchesi dai Lions Amaranto..

Forse troppo pochi, per ora, gli esordienti che andranno a indossare la maglia azzurra: Pettinelli e Rizzi dal Benetton, Biondelli dalle Zebre.

Confermato con la fascia di capitano Luca Bigi che guiderà il gruppo nei lavori di preparazione che, come primo appuntamento, prenderanno dal 6 al 9 luglio.

Noi come sempre saremo a supportare i nostri colori, però in attesa di reali risultati.

 

Materiale fotografico fornito da ufficio stampa Federazione Italiana Rugby

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.