Finalmente rientra. Non si vedeva scendere in campo da oltre un mese, dal 4 novembre, dalla gara contro il Cagliari. Pesa l’assenza del montenegrino: ci manca davanti come la scena di coprofagia nel film cinepanettone. Senza di lui, alla Fiorentina, manca quel tocco di classe capace di esaltare la platea e strappare applausi.

Ma con finalmente non sottolineiamo tanto il senso di beatitudine che esalta il tifoso fiorentino medio, che, ormai, si era quasi appassionato al messaggero di Allah, al redivivo campione del mondo del 2006 e all’ennesimo svizzero-balcanico di stampo corviniano. Un attacco che parrebbe assemblato da una mente picassiana: El Hamdaoui, Toni e Seferovic. Per Ljiaic sono bastate due settimane di assenza per spedirlo nel dimenticatoio.

Jovetic deve rientrare per smorzare le voci sempre più insistenti che circolano sul suo conto. Che, poi, chissà chi mette in giro queste voci: già immagino Ivano da San Casciano, noto frequentatore di Piazza Leopoldo e delle sale Snai, barba lunga e diciotto anni di abbonamento in Fiesole.

E lo so io…  E ‘un gioca perché sennò lo trovano positivo all’antidoping!

Basta qualche partita di assenza per scatenare le fantasie più perverse su festini a base di droga: ma Jo-jo ha quell’aria ingenua e inconfondibile da estremo nerd. Se non fosse un calciatore, sarebbe un nerd. Un meganerd: esulta giocando alla playstation. Aveva un cestone di capelli da topo di negozio di videogiochi all’ottavo giorno di sopravvivenza, senza mangiare, per terminare la Master League.

Se ha gli occhi rossi è per le troppe ore passate alla playstation. Ci scommetto con Ivano da San Casciano.

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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