di Nicola Mazzanti

MEEERDA LA TELECAMERA!
“Ma dimmi te se si può mettere una telecamera in via dell’Agnolo, dimmi te se si può essere cosi stronzi da mettere una telecamera in via dell’Agnolo! E come ci arrivo io da Santa Croce al Comunale dimmi un po’ te”.
“Potresti fare i viali!” Fa lei, la migliore amica.
“Seee i viali! Ora per far cento metri in linea d’aria devo passare dai viali!
Dimmi te se per far cento metri…”.
“A destra” fa lei, l’amica che tutti cercano di affibbiarti.
“Cento metri scarsi devo passare dai viali!”
Bisogna parcheggiare. Parcheggio parcheggio parcheggio…
“Possibile ci siano solo posti a pagamento?! Solo strisce blu in questa maledetta…
“Quello sta uscendo” fa lei.
Parcheggio! Freccia, freno a mano, prendi le chiavi, il telefono, la giacca… giacca? Giacca giacca giacca…
“Dov’è la giacca?”.
“Sedile di dietro” fa lei “dai che è tardi”.
Giacca!
“Corri!”
Corri. Evita la bancarella, sorpassa la vecchia, schiva il vigile, e corri. Salta la buca, occhio al tombino, al cassonetto rovesciato, al cane, al padrone del cane, alla merda del cane… Merda. Ti fermi e ti pulisci alla meglio sul bordo del marciapiede.
“Dai Ire che siamo in ritardo! Muoviti, ballerina delle mie ta… Ire?!”
Ti volti, non c’è.
“Ire? Ire!? Ma dove? Ire, che cazzo ti fermi dal kebabbaro, sta cominciando! Dopo, dopo ti giuro che mangiamo. Dai su!”
Sinistra, destra e giù a tutta randa in Corso Italia, ci siamo! Che vuole sto tipo all’in­gresso? Oh, servono i biglietti.
Biglietti biglietti biglietti…
“Biglietti?”
“Nella tua giacca” fa lei.
Giacca!
Tasca destra, sinistra, tasca interna… eccoli.
“Il mio, il tuo… e questo cos’è? Non ci credo, un biglietto del superenalotto! Ma come…
Estrazione di stasera! Cioè, potrei esser milionario senza saperlo! No dico, eccomi qua, studente tre anni fuori corso, e zac! 70 milioni nel taschino!
“Mpf” fa lei “dai che si entra”.
Cinque gradini ed eccoci nella hall. Mi guardo intorno, osservando la fauna locale: siamo i piu giovani, siamo i più raffazzonati, siamo i…
“Certo che siamo i più belli, no?” fa lei “scusa, guardati intorno! Piccola borghesia bene, avvocati, professionisti cinquantenni, professori sessantenni… voglio dire, noi siamo fighi! No?”
Sente arrivare la freddura, perché sbuffa e cambia discorso, strappandomi di mano il biglietto e annunciando i numeri con la sua migliore voce da valletta:
“13… 58… 72.. 69, il solito maschio! 23, perché 23?.
“il numero di Rocco!”
“il numero di Rocco…” Alza gli occhi al cielo. “E 29?”.
“Il… mio?”
“Bah!” Entra nel nostro palco, nel nostro sfigatissimo, semivuoto palco di terzo or­dine. Non sentiremo una mazza, questo posto ha l’acustica di una scatola di sardine, dovrebbero tirar giù tutto e ricostruire da zero. Che poi, a pensarci è quello che ef­fettivamente faranno: venderanno all’asta questo posto per pagare il Nuovo Teatro dell’Opera, mica cazzi. 150 anni di storia in pasto a biechi palazzinari trinariciuti per finanziare quell’obbrobrio…150 anni di acustica pietosa, d’accordo, ma anche 150 anni di arte e cultura, 150 anni di amori, guerre, tradimenti. 150 anni di principesse sanguinarie, di valchirie decadute e di barbieri di qualità, di qualità. 150 anni di Verdi e Donizetti, di Wagner e di Mozart, Mozart! Il Don Giovanni, come stasera.
Se almeno ne facessero qualcosa di utile, invece dei soliti, maledettissimi apparta­menti di lusso. Se solo lo comprasse qualcuno con delle idee, qualcuno “come noi”. Come no, te lo vedi uno studente universitario con una paccata di milioni, fitto così. Momento… momento momento momento… Oh, sweet!
“Pensa che figata se vinco, e mi compro il comunale! Cioè, pensa te che figata! E ci faccio quel che cazzo mi pare! ”
“Sssh” Fa una signora. “Insomma!”. Pelliccia, filo di perle e borsetta Prada. Ultimo, essenziale accessorio, lo sguardo acido pieno di disapprovazione.
Roba da non credere: tu ti ingegni per salvare la loro scatola di sardine, e questi ti guardano male! Che c’avrà la gente in testa. Dieci euro che sono li stessi che gongo­lano come ghiri quando “i’ sindaho” chiude un centro sociale. Dieci euro che ap­plaudono come tante, dannatissime foche quando leggono della crociata contro il degrado in Santo Spirito di quell’altro fenomeno dell’assessore. Dieci euro? Mille! tanto si è detto che vinco, no?

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