In occasione dei dieci anni di repliche de L’ultimo harem, esce, come naturale conseguenza, questo interessante testo di Angelo Savelli, casentinese di nascita ma fiorentino da sempre, che è anche il regista dello spettacolo. Il libro riporta integralmente la partitura teatrale ma non è assolutamente un libretto d’opera: è qualcosa di più. É la testimonianza diretta di ogni interprete, sia in scena che dietro le quinte, di come è nata e di come è cresciuta questa opera particolarissima. Nella lettura si apprezzano le paure, gli stupori, le gioie che hanno accompagnato la messinscena in questi anni fortunati. Si capirà come e perché questo spettacolo antieconomico sarà difeso nella sua originale scenografia; si intenderà la difficoltà di gestire un tema così lontano da noi, come origine, ma così vicino a qualsiasi realtà contemporanea; capiremo perché è uno spettacolo che non si va a vedere ma “a respirare”, in cui si partecipa attivamente, dove gli attori, davvero quasi si toccano; dove gli attori ti parlano “dentro”; potremo infine avere una ulteriore lettura di quello che viene definito, ironicamente, effetto Serra!!!
Un libro, corredato inoltre da stupende fotografie di scena, che ti chiama, ti attira e che ti prende per mano, portandoti o ri-portandoti al luogo origine di tutte queste emozioni: all’harem… al teatro…

Edizione commentata
Angelo Savelli, L’ultimo harem, Titivillus Mostre Editoria, Pisa, 2014.

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it