La bastardaAgli inizi del secolo si perpetuò il genocidio del popolo armeno per mano del governo turco con la commistione dei Curdi e dei Tedeschi. Da allora un odio feroce lega, loro malgrado, queste due etnie, non di meno dal più mediatico e conosciuto scontro fra Israeliani e Palestinesi.
Poi c’è Istanbul. Capitale multietnica che da sempre fa da spartiacque fra oriente ed occidente.
Poi c’è la storia fra Asya e Armanoush, due giovani ragazze, turca la prima e armena la seconda. Il loro incontro avviene in una terra speciale che è la famiglia di Asya; famiglia puramente al femminile con mamma, tre zie, una nonna e una bisnonna. Qui convivono tradizioni antiche, preconcetti crudi, profumi, minigonne, trucchi vistosi, cantilene, chiromanzia, in una mescidanza che ha del misterioso e del miracoloso.
In questo zibaldone che coniuga l’antico al moderno, il sacro al profano, le due giovani di opposta fazione sapranno trovare un equilibrio che dimostra come sia possibile la convivenza più sincera e profonda fra questi due mondi così lontani.
Sorretto da un eccellente impianto di scrittura, mescolato ad uno humor esilarante, il risultato è un ottimo libro.
Edizione commentata

Elif Shafak, La bastarda di Istanbul, RCS libri S.p.A., Milano, 2007

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it