jennifer bealsHo fatto l’amore con Jennifer Beals, ma lei non lo sa. Ed è bene che continui a non saperlo, quindi se qualcuno la vedesse in giro le chieda solo, con garbata non chalance: “Ciao Jennifer, vai ancora in bici?”.

C’ho fatto l’amore sì, ma a distanza. E comunque, anche se a distanza, è stato pur sempre un rapporto intenso. In un cinema. Lei si muoveva sullo schermo davanti a me ed io me ne stavo inchiodato sulla mia poltroncina. Purtroppo lei, a differenza del protagonista del film La rosa purpurea del cairo di Woody Allen, non è mai uscita dallo schermo per venirmi incontro e fuggire insieme a me. Ed io ogni volta ci speravo (Coglione!).  Era il 1983, il film era Flashdance e il cinema era il Marconi. Ma poteva essere anche un altro cinema, come l’Edison, l’Excelsior, il Manzoni o anche tutti questi, perché il film io credo di averlo visto diverse volte e non sempre nello stesso cinema (ora che ci penso… di questi cinema c’è rimasto solo il Marconi). Nel film lei faceva tante cose, l’operaia specializzata saldatrice che s’innamora del suo capo, l’occupante abusiva di un loft bellissimo, la ballerina in un locale, ma soprattutto la ciclista. Tutti ricordano la scena finale, quella dell’audizione nella scuola più importante della sua città, quella dove lei cade, si rialza, vince la sua battaglia e poi corre dal suo innamorato (ma corre da lui solo perché c’era scritto nel copione del film). Ma io ricordo soprattutto il fatto che lei andava a lavorare tutte le mattine in bici. Con una bella bicicletta da corsa.  Sul portapacchi della ruota posteriore sistemava il casco da operaio e partiva felice, ignara del fatto che sarebbe stata ancora più felice se solo mi avesse scorto in sala a vedere per l’ennesima volta il suo film.  Ed io, oggi come allora, tutte le volte che al mattino vado in bici a lavorare penso a lei.  Come stamani, per esempio.

E chissà se Jennifer va ancora in bici…

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.