Jimmy’s Hall – Ken Loach

Cos’è la Casa del Popolo? Che domanda stupida per cominciare un post. È vero. Però se lo chiedessi in giro per il mondo molti mi direbbero che è un posto dove ci stanno tante persone. Nulla di più. Qualcuno forse che è il posto dove va a vedere le partite della Fiorentina, mia madre che è il posto dove ha conosciuto mio padre. Una signora a cui l’ho chiesto stamani per prova mi ha detto che è un posto in cui non va più perché una volta c’è stata e gliene sono successe di tutti colori e allora preferisce stare in casa a guardare Barbara D’Urso.

L’altro giorno invece l’ho chiesto a un signore in Via Bronzino a Firenze, e lui mi ha detto che è un posto dove fanno vedere la Champions League, la pizza buona e la tombola con il rampazzo. Ma una Casa del Popolo è un ossimoro ho pensato io. Come ci sta un popolo dentro una casa? Gli ho chiesto. Lui mi ha sorriso con i suoi 17 denti e mi ha detto che la mia domanda gli ricordava una barzelletta che parla di quattro elefanti che stanno in una cinquecento, due davanti e due di dietro, e che da bambino lo faceva tanto ridere.

Ma come può una casa essere di tutti? Casa per me ha sempre significato qualcosa di intimo in cui raccogliersi e difendersi, un rifugio sicuro. Così come la parola Popolo invece mi ha sempre fatto pensare a un onda, a un insieme in movimento, enorme, senza confini, che non può essere racchiuso semplicemente tra quattro mura.

Ma l’altro giorno, quando da solo nel buio di una sala dell’UCI di Campi Bisenzio completamente deserta ho guardato sullo schermo scorrere la storia della Pearse-Connolly Hall nell’ultimo film di Ken Loach, ho capito che è davvero come nella barzelletta dei quattro elefanti nella cinquecento. Che le Case del Popolo che stiamo guardando sparire senza far niente sono stati posti dove i nostri genitori si sentivano a casa in mezzo agli altri, e ci stavano comodi anche se avevano famiglie o religioni ingombranti come elefanti.

Per usare le parole del James Gralton, il protagonista del film, erano luoghi sicuri dove apprendere, dove ballare o dipingere, dove leggere insieme o tirare di boxe. O ancora, per usare le parole della giovane Marie, luoghi dove non c’erano preti o padroni a comandare.

Marie nel film ha poco più di 16 anni, forse qualcuno in più, e va a messa la domenica vestita di bianco insieme ai suoi genitori, ha un cappellino di seta e un sorriso che sembra una canzone su un amore adolescenziale e quando suo padre scopre che la sera va a ballare alla Pearse Connoly Hall la frusta con violenza, e il sangue rosso esce dalle sue ferite e sporca il vestito bianco della messa.

Quel rosso su quel vestito in Irlanda è una ferita ancora aperta, da noi forse solo un ricordo sbiadito alla Don Camillo e Peppone, ma è il rosso più natalizio che potrete trovare in questi giorni al cinema. Perché è il rosso di chi ha voglia di vivere, di ballare e di stare insieme agli altri.

Jimmys-HallHall

Fonte foto: imdb.com

(Visited 461 time, 5 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.