Una linea unisce le parole deliranti del parroco di Lerici contro le donne e l’omelia fatta da San Giovanni Crisostomo? E che c’entra il Teatro Romano di Firenze in tutto questo? E’ la storia di gladiatori, donne e teatro che vi raccontiamo.

Leggendo le parole del parroco di San Terenzio a Lerici sulla colpa delle donne che ‘provocherebbero’ gli uomini, mi sono venute in mente alcune parole di uno dei padri della Chiesa, San Giovanni Crisostomo, Patriarca di Costantinopoli intorno all’anno 397. Nella sua omelia intitolata “Contra Ludos et Theatra” (contro i giochi gladiatori e contro gli spettacoli teatrali) così scriveva:

«Anche se non siete distesi con la puttana, avete copulato con essa nella vostra mente, avete commesso peccato intenzionalmente. Non solo in quel preciso momento, ma anche quando lo spettacolo finisce e le attrici escono, la loro immagine rimane nella vostra anima – le loro parole, le gesta, gli sguardi, il modo di camminare, di danzare, il tono di voce, le loro gambe seducenti – e voi tornate a casa con innumerevoli tormenti»

Il pensiero dominante della Chiesa nel III e IV secolo d.C. portò, assieme a diversi altri fattori altrettanto determinanti, all’abbandono di anfiteatri e teatri. Ciò successe anche a Firenze.

L’edificio teatrale si trovava dove ora sorge Palazzo Vecchio ed era vicino ad un grande impianto termale, rinvenuto sotto piazza della Signoria. Terme e teatro furono ‘abbandonati’ nel corso del IV secolo (300-400 d.C.). Vicino ad essi, sotto all’attuale bar Revoir, sempre in Piazza Signoria, fu costruita una grande nuova chiesa. I ricchi del tempo non investivano più in edifici per il pubblico divertimento, ma nelle nuove basiliche della religione di Stato. Così, mentre i templi pagani erano chiusi e le terme, i teatri e gli anfiteatri cadevano in abbandono, crescevano le basiliche cristiane. Il teatro romano, non più utilizzato, diventò un appoggio per le mura difensive, ma anche cava di materiali e area di sepoltura. Se avete voglia di vederne i resti occorre scendere sotto Palazzo Vecchio (visita guidata su prenotazione*). Troverete una realtà molto difficile da capire, ma dopo la visita vi sarà evidente come parte di Palazzo Vecchio si poggi sui resti di edifici medievali che a loro volta si poggiano sui resti del teatro, come avviene in un castello di carte.

*www.museicivicifiorentini.it/palazzovecchio/eventi16.htm

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.