Il parco delle Cascine è per tutti i fiorentini e gli sportivi, il polmone di Firenze; luogo, dove fare attività fisica all’aria aperta e passare momenti piacevoli in compagnia. Mercoledì durante il mio giro in bici, accaldato e assetato mi sono fermato alla fontana davanti al pratone, chiamato “il prato dei peruviani”, poiché “ospita” la loro comunità. La distesa d’erba e alberi di fronte la Facoltà di Agraria ha da sempre una vecchia fontanella, punto d’incontro per ciclisti, corridori, bambini e sportivi di ogni genere, che si fermano ad abbeverarsi. Mi accingo a premere il pulsante per far scorrere l’acqua, ma la cannella ciondola quasi voglia staccarsi; risultato zero acqua. Così attraverso la piazza e mi reco nell’area ludica Nicholas Green, il piccolo parco giochi per bambini poco distante. Ho pensato che sicuramente, dove ci sono dei bimbi, non può mancare l’acqua. Giro il pomello e la fontanella muta, non mi regala il prezioso liquido. La mia sete si fa sentire ma purtroppo anche lo storico chiosco di piazzale Kennedy che a fine agosto è stato devastato dal fuoco non mi viene in soccorso. L’ultima possibilità è la fontanella dell’Indianino; così pedalo a ritmo sostenuto, incuriosito di apprendere se l’intero parco è senza acqua potabile. In questo luogo dal sapore orientaleggiante c’è un monumento a forma di baldacchino che rappresenta il busto di un defunto principe indiano morto nel 1870. Le ceneri del nobile furono sparse alla confluenza del fiume Arno e Mugnone. La cerimonia funebre attirò molti fiorentini che da allora chiamarono quel luogo l’Indiano. L’antica fontanella in pietra serena ha una testa al centro raffigurante un leone con un piccolo tubo in rame sulla bocca che versa una minima quantità di acqua continua, come se piangesse. La fila di persone per bere è lunga, ma l’attesa fa gustare a pieno la vitalità dell’acqua. Spero che l’amministrazione comunale provveda presto al ripristino delle storiche fontanelle; l’acqua è un bene vitale di tutti.

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