È agosto, Firenze si svuota ed i turisti non incontrano per le strade i fiorentini, ma altri turisti. Firenze è sempre presente, ma di fatto chi la visita in questi giorni vede un’altra città. Tutti quei chiuso per ferie sono cartelli appiccicati alle saracinesche abbassate della tua curiosità. Un luogo può essere un bel luogo a prescindere, ma se lo puoi condividere con i suoi abitanti diventa ancora più bello. La differenza la fanno le persone. E questo vale dappertutto. .

Erano le 10.30 quando un giorno sono arrivato, quasi per caso, in plaza de la paja a Madrid. La piazza è bella e appartata. Su di un lato ci sono diversi locali chiusi a quell’ora. Su una panchina c’è la scultura in bronzo di un signore seduto che legge un giornale. Ad un certo punto sento il suono di una campanella provenire da un palazzo alla mia sinistra e poi il suono di un’altra campanella provenire da un palazzo alla mia destra. Subito dopo si rovesciano sulla piazza una valanga di ragazzi. Era l’ora di ricreazione di due istituti di scuola media superiore. Tutti quei ragazzi mangiavano e tanto, e parlavano e tanto, e ridevano e tanto. Sono rimasto lì seduto sulla panchina accanto al mio amico di bronzo fino a quando sono risuonate le campanelle del rientro. Sono ritornato la sera ed ho visto un’altra piazza. Quei locali erano aperti ed al posto di quei ragazzi del mattino ce n’erano altri che mangiavano (e bevevano), parlavano e ridevano in tutta la piazza. L’ora di ricreazione prolungata per tutta la notte.

Anche chi arriva in piazza S.Spirito in un’ora vede un piazza diversa da chi c’arriva in un’altra ora. Dall’alba e per tutta la mattina tutti i giorni in piazza S. Spirito c’è un mercato. La gente gira tra i banchi, fa colazione nei locali tuttintorno alla piazza. La gente si riconosce, fa cose, come se fosse nella piazza di un paese. Al pomeriggio, in questi giorni torridi, le persone rallentano le loro azioni e si fermano all’ombra o sul bordo della vasca, solitarie. Verso sera ritorna la voglia di stare insieme ed i locali si riempiono per l’aperitivo e la piazza si trasforma da piazza di paese a piazza di città europea. La sera e soprattutto la notte la piazza esplode con i suoi eccessi e le sue contraddizioni metropolitane. La piazza è una matrioska particolare. Una dentro l’altra, ma ognuna diversa dall’altra, tanto da guardarsi in cagnesco. La piazza è come un teatro con spettacoli diversi in ogni ora del giorno e lo spettacolo sono le persone…….e non hai nemmeno bisogno di pagare il biglietto.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.