Conoscete per caso una ragazza di Roma la cui faccia ricorda il crollo di una diga? Sono quasi quarantanni che cerco una ragazza, anche non necessariamente di Roma, con la faccia che ricorda il crollo di una diga, ma ogni mia ricerca è risultata vana. Era il 1977 quando ascoltai per la prima volta la canzone “Atlantide” di Francesco De Gregori, all’interno della quale c’è la domanda incriminata. In realtà non ho ben presente una faccia che ricorda il crollo di una diga, ma vivo nella convinzione che quando la incontrerò non potrò non riconoscerla. E questo incontro ancora non è avvenuto. In compenso sabato scorso ho incontrato l’origine della mia ossessione e cioè proprio lui, Francesco de Gregori in persona.

L’incontro è avvenuto alle ore 20 circa all’ingresso degli artisti del Teatro Verdi in via Palmieri di fronte al ristorante il Caffè italiano. L’ho riconosciuto da lontano, inconfondibile con in testa il cappello che ricorda quello di Gene Hackman nel film il braccio violento della legge. Istintivamente ho gridato “Francesco” e mentre correvo verso di lui mi sono sentito un po’ come Anna Magnani in Roma città aperta. Lui si è girato e mi ha atteso diligentemente. Una volta di fronte l’uno all’altro ci siamo stretti la mano. Poi, prima balbettante, e dopo, un po’ meno balbettante, gli ho detto che io non avevo mai incontrato una ragazza la cui faccia ricorda il crollo di una diga. Avrei voluto chiedergli qualche indicazione più precisa su una faccia che ricorda il crollo di una diga, ma lui, mi ha solo detto: stasera “Atlantide” la canto. Poi si è voltato ed è entrato dentro il teatro. Ed io sono rimasto lì da solo con la mia curiosità insoddisfatta, ma fiero di aver parlato con il principe. Mancava solo il tempo per un panino prima del concerto. Il concerto è stato bellissimo. Francesco effettivamente ha cantato “Atlantide” ed io mentre cantava ho immaginato per l’ennesima volta l’ennesima faccia che ricorda il crollo di una diga. Del resto come dice Francesco non è necessario che assomigli al crollo di una diga, basta che lo ricordi. E…la mia immaginazione e la mia curiosità continuano nella loro ricerca.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.