La scorsa primavera i Nutella Biscuits sono stati lanciati in anteprima in Francia. Da allora si sono saldamente inchiodati in cima alle classifiche di vendita. Il fatto già di per sé è notevole: raggiungere la vetta delle vendite di biscotti in una nazione che ne è una grande produttrice; ciò che rende il primato dei Nutella Biscuits un evento sensazionale è che la vetta nelle classifiche di vendita d’oltralpe è stata ottenuta triplicando i numeri del precedente detentore del record.

Un risultato strabiliante.

Adesso anche da noi sta per ripetersi l’exploit. La presentazione sul mercato italiano dei Nutella Biscuits è avvenuta il 4 novembre e si può già valutare la risposta da parte del pubblico. Nelle prime tre settimane i biscotti ripieni della Ferrero hanno generato un fatturato di 8 milioni di euro. Questo risultato permette di ipotizzare che l’obiettivo della Ferrero, di raggiungere con le vendite dei nuovi biscotti 80 milioni di euro nel primo anno, possa essere addirittura superato.

La quota di penetrazione del 16%, ottenuta nelle prime tre settimane, è comunque migliorabile, considerando che la domanda ha ampiamente superato l’offerta e che molti consumatori non sono riusciti ad accaparrarsi una confezione dei nuovi biscotti. In alcuni punti vendita hanno contingentato l’acquisto, ponendo un limite massimo al numero di confezioni acquistabili dal singolo cliente, anche per porre un freno al fenomeno del “bagarinaggio” che mai aveva interessato prima questo settore e che ha visto spuntare sulle piattaforme di vendita on line confezioni singole di Nutella Biscuits a prezzo quadruplo rispetto alla normale rete di vendita.

Il successo, però, non è frutto del caso. Ferrero ha investito nei Nutella Biscuits la cifra-monstre di 120 milioni di euro in dieci anni. Lo stabilimento Ferrero nel quale vengono prodotti i biscotti più desiderati del momento è a Balvano, in Basilicata ed è all’avanguardia nell’automazione. L’area in cui operano i 7 robot pickers, che attraverso 200 motori muovono 40 braccia meccaniche, è probabilmente una delle più grandi, nell’ambito dell’industria dolciaria, a livello mondiale.

La Barilla ha prontamente reagito al successo dei Nutella Biscuits, che rappresentano una vera e propria invasione di campo sul terreno che storicamente la vede primeggiare con il marchio Mulino Bianco: a gennaio arriveranno i Biscocrema Pan di Stelle. Il nome, ad onor del vero, non è particolarmente accattivante, ma dovrebbero esserlo i biscotti, che anche esteticamente richiamano in maniera evidente i concorrenti della Ferrero.

I due biscotti ripieni sono gli sfidanti nella lotta alla supremazia nel mercato dei prodotti iperglicemici. Il prossimo anno decreterà quale delle due formule sia quella vincente, perché i due biscotti sono espressione di due scuole di pensiero differenti.

Le differenze principali tra i Biscocrema Pan di Stelle e i Nutella Biscuits sono tre: il “guscio” esterno del biscotto che non è un normale frollino, ma un frollino al cacao, il “coperchio” che chiude il biscotto che non è di pasta frolla, ma è di cioccolata e infine un elemento aggiuntivo che è la classica stellina di sciroppo di zucchero, che caratterizza la famiglia dei prodotti Pan di Stelle, a sormontare il tutto. Ovviamente diversa la crema, che è la classica Nutella nel primo caso e la concorrente crema Pan di Stelle nel secondo.

In sostanza i Nutella Biscuits sono più equilibrati, mentre i Biscocrema Pan di Stelle sono più “cioccolatosi”.

Una dolce sfida, non c’è che dire.

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.