La follia di Tristano e Isotta
L’idea è questa: mettere 900 bambini sul palco del Teatro Comunale e fargli cantare Wagner.
Una follia? Io sono andata nel dietro le quinte delle prove dello spettacolo e se volete la mia: è una straordinaria e lucidissima follia.
Entro in punta di piedi, seguendo Ilaria che mi fa strada.
“Eccoli, ci siamo”.
“Ma quanti sono?!”.
“Novecento. Sono delle scuole primarie e medie del comune di Firenze”. È la maestra Barbara, che mi risponde.
“Bambini, silenzio per favore!! Anche gli adultiiiiiiiii”.
Ecco, appunto!
“Voi che siete in scena allargatevi. Però, no!!! Non tutti al centro.”.
“Fermi con quelle spade! Non vi spingete!!”.
Non sono ancora r
iuscita a vederla ma la sento. È Manu Lalli, la regista. È in platea, al buio. Vicino a lei, sul podio, il maestro Giuseppe La Malfa. È lui che ha insegnato ai bambini a cantare in tedesco e ora li dirige con una dolcezza incredibile.
I maschi sono vestiti da cavalieri. Le bimbe sono tutte delle Isotta in miniatura. È già uno spettacolo vederli così.
“Ora tutti fuori dal palco. Entrano i maschi delle terze”.
E poi ci sono i ragazzi che lavorano come animatori di palco: sono il braccio della regista, stanno in mezzo ai bimbi e non si danno tregua: “Dai, tocca a voi”.
“Ma a me mi scappa la pipì!”.
“Io non trovo più il mio mantello rosso”.
“Oh, ma lui mi sta tutto appiccicato. Non riesco a muovermi”.
“E Tristano alzò la spada…. Aspetta ho perso il segno… Ecco, vai ammazzalo!!”.
“Te vieni più indietro”.
“Ma non vedo Tristano”.
“Ma non lo devi vedere! Lo stai facendo, lo spettacolo! La prossima opera, quando non reciti, la vieni a vedere dalla platea. Ora sei sul palco e devi venire indietro”.
“Dai facciamo il finale poi si va a casa”.
“Evvaiiiii”.
“Pietro e Taisiya per favore ci fate vedere come vi baciate per finta?! Così lo fate anche voi, bimbi. Per finta eh?! Per fintaaaaaaa!!!”.
È l’ora di andare. E mentre attraverso la platea buia penso che per loro, per questi 900 bambini, il Comunale non sarà mai più un teatro come un altro. Sarà il loro teatro. I passaggi secondari, il dietro le quinte, i camerini. Lo scricchiolio del legno del palcoscenico, la frenesia delle prove generali. Il sipario che si apre e: vai!
È una magia.
“La favola di Tristano e Isotta”. Regia e scrittura scenica di Manu Lalli.
Direttore, Giuseppe La Malfa. Ensemble orchestrale del Maggio Musicale Fiorentino. Realizzazione, Compagnia Venti Lucenti.
Un progetto
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – Venti Lucenti
. In collaborazione con
Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze
Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
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