Un tempo era così facile andare nel paese della felicità. Non era su nessuna cartina, ma sapevamo tutti come arrivarci. C’erano unicorni e boschi di marijuana. Adesso la frontiera è scomparsa. Ognuno dovrebbe ritrovare la sua frontiera scomparsa, quella che gli permetteva di entrare nei territori della felicità.

La frontiera scomparsa è il titolo di una raccolta di racconti di Luis Sepulveda, dove il protagonista parte per un viaggio alla ricerca della sua frontiera scomparsa.  La troverà dopo un viaggio lunghissimo e avventuroso dall’altra parte dell’oceano, all’ombra degli ulivi di un villaggio dell’Andalusia, da dove era fuggito il nonno anarchico per difendere il suo amore per la libertà.

Tutte le mattine, molto meno avventurosamente di Luis Sepulveda, parto da casa mia a Campi Bisenzio per andare a lavorare in bici a Firenze. Sono 15 Km e sono una sciocchezza e meno che mai per uno come me (e come il buon Luis) che ha voglia di andare. Lo faccio sulla pista ciclabile che corre sull’argine dell’Arno. Pedalo controcorrente verso la sorgente del fiume che invece se ne scorre sotto di me placidamente verso il mare. Dal lungobisenzio al lungarno a colpi di pedale. La pista ciclabile è ben battuta e dritta. Puoi scegliere te, in piena libertà. Se vuoi arrivare prima non ti resta che spingere di più sui pedali ed arrivare a lavorare sudato. Se invece ci tieni al tuo odore ed alla puntualità del tuo ritardo non ti resta che rassegnarti alla regolarità dei 15 km/h. Comunque, in ogni caso, sei te che scegli. L’alternativa sarebbe un labirinto senza uscita dove a decidere del tuo tempo e del tuo odore sono il traffico, i semafori, le rotonde ed i tubi di scappamento di via Pistoiese.

Soprattutto, però, pedalando sulla pista ciclabile lungo l’Arno puoi ritrovare tutti i giorni la tua personale frontiera scomparsa, quella che ti permette di entrare nei territori della felicità E lo puoi fare senza le avventure che è stato costretto a vivere Luis Sepulveda ogni volta che ha attraversato tutte le frontiere dell’America Latina.  Perché su quella pista ciclabile non c’è il segnale di fine di Campi Bisenzio e quello di inizio di Firenze. Poche centinaia di metri più in là in via pistoiese lo puoi trovare a S. Donnino all’altezza dell’autostrada. Qui, però, non c’è perché la frontiera tra i due comuni è scomparsa. Non è necessario che ti affanni a cercarla perché qui è proprio scomparsa. E a te non ti resta che pedalare……felice!

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.