Il derby dell’Appennino, molotov sul treno dei tifosi rossoblu, la tragedia di Ivan dall’Olio, la sfida nella sfida di Gilardino, o l’Europa o la salvezza: i temi del martedì sera, allo stadio Dall’Ara di Bologna, certamente non mancheranno. Ma la partita rinviata a domani sera, quella tra Bologna e Fiorentina, quella che ci ha fatto ricordare quanto possa essere insipido un weekend senza Viola, ci ha riportato alla mente soprattutto una cosa, l’aneddoto degli aneddoti: il più grande autogol della storia.

Roba che nemmeno Materazzi si sarebbe sognato di fare. Marco Matrix Materazzi, qualche mese prima di alzare la Coppa del Mondo da protagonista, nell’aprile 2006, aveva già deciso di farsi riconoscere per le sue gesta calcistiche: allo stadio Castellani di Empoli, tocco di sinistro da centrocampo e gol stellare. Sì, ma nella propria porta. Un’autorete di una tale bellezza estetica, equivalente, per precisione e capacità tecnica, forse solo al gol al volo di Van Basten nella finale degli Europei dell’ottantotto.

Un anno prima, aprile 2005: Fiorentina impelagata nella lotta per non retrocedere e Bologna quasi salvo. I viola strappano un prezioso zero a zero in uno dei match meno emozionanti della storia del calcio. Ma chi ha fatto la storia, quella domenica pomeriggio, non era in campo, ma sugli spalti al Dall’Ara. Curva Andrea Costa, il cuore del tifo rossoblu. Sicuri per il proseguo del campionato e ignari del destino beffardo, i supporters bolognesi scrivono su quattro leggendari striscioni: “Firenze-Catania: 1050 km, Firenze-Bari: 710 km, Firenze-Salerno: 520 km. È lunga la B”.

Cinque giornate e un doppio spareggio dopo, a preparare i biglietti per Catania, Bari e Salerno, saranno i supporters bolognesi. Spediti in cadetteria, per di più, dai rivali storici del Parma.

Roba che nemmeno la Donna Gufo a Sarabanda si sarebbe sognata di scrivere.

Indovina questa al 7×30: comincia con la B.

È l’essenza del calcio: godere per anni delle disgrazie altrui.

foto di www.tifonet.it

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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